Roma, 15 gen. (askanews) – “E’ bene analizzare nel dettaglio gli evidenti squilibri che regolano la distribuzione del valore lungo la filiera, ragionando sulle possibili iniziative da mettere in campo per raddrizzare delle storture che rischiano di incidere sul raggiungimento della tanto decantata sostenibilità, indicata da Bruxelles come asse portante del futuro dell’agricoltura”. Così il presidente della Copagri Tommaso Battista, commenta l’avvio di una indagine conoscitiva dell’Antitrust sul ruolo svolto dalla GDO nelle modalità di ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare e di formazione dei prezzi finali.
Battista ricorda che, come rilevato dall’Istat, negli ultimi anni si è verificata una netta divaricazione tra l’inflazione generale, cresciuta del 17,3% dal 2021 al 2025, e l’inflazione dei generi alimentari, che nello stesso periodo ha fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di ben 8 punti percentuali. “La conseguenza di questi fattori è sotto gli occhi di tutti – aggiunge Battista – su circa 100 euro spesi dai consumatori per prodotti freschi agli agricoltori resta un utile di appena 6 euro”.
“La qualità dei prodotti agroalimentari, alla base del riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio dell’Umanità e dei grandi risultati fatti registrare dall’Italia in termini di export – ricorda il presidente della Copagri – è legata a doppio filo a un requisito tanto ovvio quanto fondamentale, ovvero la sostenibilità economica, dalla quale dipendono, a cascata, la sostenibilità ambientale e quella sociale, tutti aspetti che hanno un costo e vanno conseguentemente a incidere sul prezzo”.
Squilibri che “vanno a colpire con particolare durezza l’anello più debole della filiera, ovvero i produttori agricoli, i quali come evidenziato dall’Antitrust lamentano da tempo una ‘compressione’ o una ‘crescita inadeguata’ dei propri margini, in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale verso la GDO e ulteriormente aggravata dal forte calo dei consumi fatto registrare nell’ultimo periodo, a sua volta legato all’aumento dell’inflazione e alla marcata diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie”, continua il presidente, facendo notare che “sulla redditività degli agricoltori pesano anche le ricadute del meteo”.
“Il nostro auspicio è che l’indagine conoscitiva porti a una maggiore tutela dei produttori agricoli, salvaguardandone la sostenibilità economica e favorendo la sostenibilità di tutta la filiera”, conclude il presidente, chiarendo che “l’obiettivo dell’iniziativa, a nostro modo di vedere, non è quello di puntare il dito contro uno o più anelli della filiera, ma semplicemente quello di scongiurare possibili fenomeni speculativi, prendendo atto del fatto che c’è qualcosa che evidentemente non funziona e che va rivisto”, conclude Battista.

