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Cordero di Montezemolo: il Barolo diventa memoria illustrata

Cordero di Montezemolo: il Barolo diventa memoria illustrata

Il “Monfalletto” 2022 racconta Paolo con le tavole di Boban Pesov

Milano, 30 set. (askanews) – Cantina Cordero di Montezemolo affida al Barolo Monfalletto 2022 e al segno di Boban Pesov un racconto che attraversa le vigne di La Morra (Cuneo) e la figura di Paolo Cordero di Montezemolo. Nasce così “Il Tratto”, edizione limitata composta da tre bottiglie e da un booklet di dodici tavole senza dialoghi. La scelta del “Barolo Monfalletto” parte dal ruolo che questa etichetta occupa nella produzione aziendale. Il vino nasce dall’unione degli appezzamenti coltivati a Barolo a La Morra, al netto delle selezioni destinate alle altre etichette della Cantina, per circa 14 ettari complessivi. Le diverse parti della collina vengono raccolte, vinificate e affinate separatamente, mentre l’assemblaggio avviene prima dell’imbottigliamento.

Il nome Monfalletto porta direttamente alla storia della proprietà. Nell’Ottocento i Falletti conservarono questo fondo tra i possedimenti viticoli della famiglia. Nel 1918 Maria Lydia Falletti sposò Paolo Cordero di Montezemolo; il loro figlio Paolo, nato nel 1920, divenne nel 1941, a 21 anni, erede delle proprietà della nonna Luisa Falletti. Alberto ed Elena Cordero di Montezemolo rappresentano oggi la diciannovesima generazione. Paolo è il personaggio intorno al quale Pesov costruisce il racconto illustrato. Alla viticoltura affiancò interessi per il disegno tecnico, l’architettura e le automobili da corsa, arrivando negli anni Cinquanta a progettare e costruire vetture proprie. Lavorò inoltre sullo stemma di famiglia, sulle proporzioni delle etichette e lasciò schemi tecnici relativi anche alla disposizione dei filari.

“Con ‘Il Tratto’ abbiamo voluto raccontare il Barolo Monfalletto attraverso un linguaggio diverso, capace di andare oltre la degustazione” ha dichiarato Alberto Cordero di Montezemolo, aggiungendo che “questo progetto nasce dal desiderio di condividere la nostra storia, i valori della famiglia e il profondo legame con le Langhe attraverso un’esperienza che unisce vino, arte e cultura. Mio nonno Paolo ha sempre creduto che il vino fosse cultura prima ancora che prodotto” ha proseguito, sottolineando che “questa edizione limitata rappresenta la sintesi di quella visione, trasformando una bottiglia in un racconto capace di parlare alle persone attraverso emozioni, immagini e memoria”.

Per interpretare questi materiali la famiglia ha scelto Boban Pesov, nato in Macedonia nel 1988 e arrivato in Piemonte nel 1996. Cresciuto nelle Langhe, ha frequentato il Liceo Artistico Pinot Gallizio di Alba (Cuneo) e si è laureato in Architettura al Politecnico di Torino. Nel 2025 Pesov ha pubblicato “C’era una volta l’Est”, la sua prima graphic novel, costruita attorno a una famiglia divisa tra Italia e Macedonia del Nord e al rapporto tra passato e presente. Il lavoro sulla memoria personale rappresentava quindi già una parte riconoscibile della sua ricerca prima dell’incontro con Cordero di Montezemolo.

“Con Boban si è creata fin da subito una bellissima sintonia, umana oltre che professionale” ha affermato Elena Cordero di Montezemolo, precisando che “condivide con noi l’amore per le Langhe e una conoscenza profonda di questo territorio, dei suoi paesaggi e dei suoi valori. Cercavamo un artista che non si limitasse a illustrare una storia, ma che sapesse entrarci dentro e farla propria”. Le dodici tavole raccontano la vicenda senza utilizzare dialoghi: la sequenza comincia con una figura china su un tecnigrafo mentre disegna un’automobile da corsa. Il vino cade sul foglio, la vettura prende vita e attraversa episodi e simboli legati alla Cantina, per poi tornare al disegno e al bicchiere. Tecnigrafo e automobile rimandano direttamente agli interessi e ai materiali lasciati da Paolo Cordero di Montezemolo. Pesov ha lavorato su questi riferimenti insieme con immagini della proprietà, dei vigneti e della vecchia cascina del Monfalletto.

L’intervento dell’artista riguarda anche la bottiglia: Pesov ha ridisegnato a mano le scritte dell’etichetta del “Barolo Monfalletto”, mantenendone riconoscibile l’impostazione, e ha inserito sul fondo la collina, il cedro e la vecchia cascina rappresentati di notte. “Quando ho iniziato a lavorare al progetto volevo raccontare una storia che andasse oltre il vino” ha raccontato, evidenziando che “mi sono immerso nei racconti, nei simboli, nei luoghi e nei valori che da generazioni accompagnano Cantina Cordero di Montezemolo. Ogni linea del disegno è diventata un collegamento tra memoria e futuro, tra il lavoro dell’uomo e la natura”.

“Il Tratto” accompagna anche l’apertura del primo negozio online diretto di Cordero di Montezemolo.