Coronavirus, gli psichiatri “Ora la nuova ansia è quella da limbo” - QdS

Coronavirus, gli psichiatri “Ora la nuova ansia è quella da limbo”

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Coronavirus, gli psichiatri “Ora la nuova ansia è quella da limbo”

giovedì 15 Ottobre 2020 - 00:00
Coronavirus, gli psichiatri “Ora la nuova ansia è quella da limbo”

Tra gli effetti collaterali della pandemia l’ansia da “sospensione del tempo” che aumenta il malessere psichico: dagli esperti i consigli per sconfiggerla

ROMA – Come va la nostra convivenza con il Covid-19? Quali sono oggi gli effetti dal punto di vista psichico? Dante Alighieri nel secondo canto dell’Inferno fa dire a Virgilio che si trovava “tra coloro che son sospesi”. È questa l’immagine che descrive nella maniera più calzante l’ansia da “limbo”, un nuovo tipo di ansia che si registra in questo periodo che non è più l’emergenza sanitaria della prima parte di quest’anno. È un disagio che si inquadra tra gli effetti psichici indiretti del Covid-19, ma non è un’ansia generalizzata, collegata a una situazione di incertezza continua in attesa del ristabilirsi della normalità, ma un’ansia specifica, “da sospensione del tempo” che aumenta il malessere psichico oltre alle ricadute sociali ed economiche, con risvolti che vanno dall’ansia alla difficoltà di concentrazione, allo spaesamento, ai disturbi del sonno. A individuarla sono gli psichiatri della Società italiana di Psichiatria (Sip).

“Nel caso delle malattie l’attesa è associata alla cosiddetta ‘ansia anticipatoria’, con l’attesa dell’esame, del referto, della terapia che si accompagna alla paura connessa alla singola malattia che viene indagata – spiega Massimo di Giannantonio, presidente Sip e professore di Psichiatria all’Università G.D’Annunzio di Chieti-Pescara -. In relazione al Covid, una malattia virale che desta preoccupazione e angoscia perché non ha un trattamento specifico e per tutto il clamore mediatico che suscita, la sospensione ‘del tempo’ è percepita da chi attende il ‘giudizio’ del tampone, di fare il test o la fine della quarantena, come un’attesa alterata e dilatata, apparentemente infinita, che può essere vissuta in modi differenti a seconda delle nostre personalità. Vediamo ogni giorno sempre più persone che subiscono passivamente l’attesa, che diventa una sorta di alibi per attuare un atteggiamento rinunciatario, passivo, e che moltiplica i problemi. Mentre ne vediamo altre insofferenti che reagiscono in modo aggressivo, a volte violento, altre ancora che tentano di non tenere conto delle limitazioni pagandone le conseguenze, anche legali”.

“Se sono presenti sintomi di tipo depressivo e ansioso la sospensione del tempo dell’attesa di un possibile evento negativo aggrava l’intensità dell’ansia – spiega Enrico Zanalda, co-presidente Sip e direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Torino 3 -. Al punto da poter indurre la ‘Disperazione di Cassandra’, della profezia catastrofica. Il paziente si convince di essere già condannato e a causa della ‘ruminazione’ di fantasie negative, in casi estremi, può giungere a forme di comportamenti disperati. Possiamo considerare l’ansia anticipatoria come un disturbo potenzialmente presente nel 5% delle persone che attendono un referto diagnostico e l’ansia di attesa da Covid molto più frequente”.

Nel dopo-lockdown si sono registrate moltissime diagnosi di disturbo post traumatico da stress, ora dobbiamo imparare a gestire il nostro benessere psichico in questa fase d’attesa. L’antidoto più forte è impegnarsi in un progetto collettivo, come la protezione personale e altrui, attraverso il rigoroso rispetto delle norme sanitarie, che ci consente di guardare al futuro”, concludono gli esperti.

Ecco le regole degli psichiatri contro l’ansia da limbo:

1 – Condividere le proprie emozioni e preoccupazioni.
2 – Informarsi scegliendo canali appartenenti a fondi istituzionali.
3 – Mantenere una continuità con la routine delle proprie abitudini nel rispetto delle regole sanitarie.
4 – Ritagliarsi uno spazio personale in cui è possibile leggere e ascoltare musica.
5 – Scegliere una alimentazione sana ed eseguire esercizi di rilassamento.
6 – Utilizzare strumenti social per scongiurare vissuti di solitudine e isolamento.
7 – Nel caso in cui l’ansia da limbo crea un disagio cronico e costante contattare lo specialista.

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