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Coronavirus, i due vaccini italiani e i volontari

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Coronavirus, i due vaccini italiani e i volontari

lunedì 10 Agosto 2020 - 00:08
Coronavirus, i due vaccini italiani e i volontari

Sono in tutto centosettanta. Da oggi le selezioni nell'Istituto Spallanzani di Roma, con test particolarmente rigorosi. Il vaccino ha già superato i test preclinici effettuati sia in vitro che su animali. Poi partiranno i test nella Asst di Monza. Sono quarantaquattro le sperimentazioni in tutto il mondo



I laboratori di tutto il mondo non conoscono pausa in questa estate pandemica e a Roma a partire da oggi partiranno le selezioni per mettere assieme le prime squadre di volontari che si sottoporranno al vaccino sperimentato all’Istituto Lazzaro Spallanzani.

La selezione, spiega il direttore scientifico Giuseppe Ippolito, “si baserà su una serie di paramenti biologici, clinici e di disponibilità”.

I volontari devono essere “sani, di ambo i sessi, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e tra i 65 e gli 85 anni, iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, che non abbiano partecipato ad altri studi clinici negli ultimi dodici mesi e che non abbiano contratto il covid-19”.

ll vaccino, realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera, con sede a Castel Romano, ha già superato i test preclinici effettuati sia in vitro che su animali.

Finanziato dalla Regione Lazio con un investimento da cinque milioni insieme al ministero della Ricerca, dal prossimo 24 agosto sarà somministrato a novanta volontari.

Ma le speranze italiane per un vaccino nato e sviluppato nel nostro Paese sono due.

A quello dell’azienda biotech ReiThera, il cui test di fase 1 è stato autorizzato pochi giorni fa dall’Aifa, si aggiungerà a breve anche quello prodotto da Takis e Rottapharm Biotech basato su una innovativa tecnica che utilizza il Dna.

I test di questo secondo vaccino saranno coordinati dalla Asst di Monza con l’Università di Milano Bicocca, coinvolgendo ottanta volontari.

Per il secondo vaccino, la sperimentazione sull’uomo sarà condotta nel Centro di Ricerca di Fase 1 della Asst di Monza, diretto da Marina Cazzaniga.

Questi sono dunque, complessivamente, centosettanta. Almeno in questa prima fase, visto che poi la somministrazione sarà allargata a gruppi molto più ampi.

Sono in tutto quarantaquattro le sperimentazioni in corso nel mondo sui vaccini contro il coronavirus, come riportato nell’ultimo aggiornamento del monitoraggio dell’Iss al 27 luglio.

Di questi, il 36% è nella fase 1 mentre il 43% in fase 2.

La Cina ha avviato ben quindici test, ma tra i Paesi che si dichiarano più avanti c’e’ la Russia, che ha già fatto sapere di voler iniziare una vaccinazione di massa nel prossimo ottobre.

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