Coronavirus, leggero calo dei positivi, ma preoccupazione sale - QdS

Coronavirus, leggero calo dei positivi, ma preoccupazione sale

redazione web

Coronavirus, leggero calo dei positivi, ma preoccupazione sale

sabato 17 Ottobre 2020 - 17:41
Coronavirus, leggero calo dei positivi, ma preoccupazione sale

In Sicilia 475 contagiati, due vittime e 126 guariti. Le zone rosse blindate e gli ospedali. Screening a rappeto a Lipari. Focolaio tra i Carabinieri di Mezzojuso. Mc Donald chiuso a Caltanissetta. A Catania positivi i rossazzurri e multe nei locali

A fronte di un calo dei nuovi positivi (475 contro i 578 di ieri secondo il bollettino delle ultime 24 ore), la preoccupazione della popolazione continua a salire in Sicilia, e non solo per le due vittime che portano il totale a 362, a fronte dei 126 guariti.

Sono 6.281 gli attuali positivi e passano a 540 i ricoverati in ospedale con un incremento di undici ricoveri rispetto a ieri. Di questi 61 si trovano in terapia intensiva, tre in più rispetto a ieri, mentre sono 479 i ricoveri in regime ordinario.

La sensazione è quella dell’accerchiamento: un numero sempre maggiore di notizie che riguardano piccoli e grandi focolai in varie zone della Regione.

Chiuso per covid l’Assessorato alla Salute

Persino gli uffici palermitani dell’Assessorato alla Salute sono chiusi da ieri sera dopo che un dirigente è stato trovato positivo. Una diecina d’altri dirigenti sono in isolamento fiduciario mentre i locali vengono sanificati.

Anche l’assessore Ruggero Razza è stato sottoposto a tampone ed è risultato negativo.

Al via screening a tappeto a Lipari

A Lipari è iniziato oggi lo screening epidemiologico su base volontaria disposto dalla Giunta regionale tra gli abitanti delle isole Eolie. I tamponi sono effettuati a cura del team sanitario dell’Asp Emergenza Coronavirus.

“Dai primi dati – ha detto Paolo La Paglia, direttore dell’Asp di Messina – riguardanti oltre duecento tamponi, è stato evidenziato un solo caso di positività, subito posto in isolamento; facciamo appello alla popolazione per raggiungere più residenti possibili ai fini di prevenire possibili cluster nelle isole Eolie e riuscire con le misure epidemiologiche a contenere l’eventuale diffondersi dell’infezione”.

Tutti positivi i carabinieri di Mezzojuso

Sono risultati invece tutti positivi i carabinieri della Stazione di Mezzojuso, nel Palermitano, uno dei due Comuni dichiarati da oggi zona rossa, dove i positivi sono in tutto quaranta. Da qui la decisione di cinturare il centro nel palermitano fino al 24 ottobre.

Per la positività di tutti i militari del paese il comando provinciale di Palermo ha inviato una unità mobile dal capoluogo.

In queste ore è riunito il centro operativo comunale per predisporre gli ultimi adempimenti.

La commissione prefettizia che amministra il paese sciolto per infiltrazioni mafiose ha riunito le forze dell’ordine e tutti gli organi preposti per controllare che vengono rispettati i divieti.

“Da quando è stata presa la decisione – ha detto la viceprefetto Rosa Inzerilli – siamo in continuo contatto con la Prefettura di Palermo. Abbiamo già stabilito tutte le procedure per rendere efficace la zona rossa. I dipendenti comunali sono stati tutti messi in smartworking e le scuole sono state chiuse. La situazione sarà monitorata ogni giorno”.

A Sambuca la Prefettura blinda il paese

“Abbiamo previsto – ha detto la prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sulla chiusura di Sambuca di Sicilia – i servizi di cinturazione del paese e il blocco delle uscite. I varchi di ingresso e uscita sono tre ed occorrerà vigilarli 24 ore su 24. Della vigilanza dei varchi non potranno che occuparsi Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza”.

La Polizia locale, infatti è formata da appena due unità a Sambuca, cittadina in cui il focolaio – con una sessantina di contagi – è partito da una Rsa dove proprio oggi si è registrato il terzo decesso, un novantenne, ospite della casa di riposo che era già risultato positivo al coronavirus.

L’Esercito, almeno per il momento, non è stato dislocato sia perché si occupa del controllo delle strutture d’accoglienza per migranti, ma anche dei controlli negli orari di ingresso e uscita delle scuole e delle verifiche sul rispetto delle prescrizioni anti-covid nelle location e negli orari della movida.

Peraltro nella cittadina sono ancora presenti dei turisti e si sta cercando di capire come ci si dovrà muovere nei loro confronti.

“Sambuca è, di fatto, blindata – ha spiegato la Prefetto – e a inizio settimana faremo una nuova valutazione, anche per cercare di capire se possiamo ottenere l’aiuto della Protezione civile”.

Intanto il sindaco di Sambuca di Sicilia Leo Ciaccio ha chiesto di evacuare la casa di riposo dove si trovano 45 persone tutte contagiate.

“Occorre svuotarla al più presto – ha detto – e che si proceda al ricovero urgente in un centro Covid dei 31 anziani ospiti e dei 14 operatori. Rischiamo di avere altre vittime, non c’è altro tempo da perdere”.


Palermo, al Civico positivi sanitari e pazienti

E nove positivi – un medico, cinque infermieri e tre pazienti – sono stati registrati nel reparto di Seconda Medicina all’ospedale Civico di Palermo.

I pazienti sono stati spostati in altri reparti e le stanze sono state sanificate. Il reparto è di nuovo aperto.

Sono in corso i controlli su quanti sono stati a contatto con i positivi.

Oggi il pronto soccorso dell’ospedale Civico è stato utilizzato solo per i pazienti covid e le urgenze sono state dirottate negli altri pronto soccorso cittadini.

Aperti dopo mezzanotte, chiusi tre locali a Palermo

Sempre a Palermo sono stati chiusi dalla Polizia locale per cinque giorni tre locali che avevano proseguito l’attività oltre la mezzanotte o venduto alcolici non destinati alla consumazione al tavolo dopo le 21 e quindi contro le normative del recente Dpcm. I controlli sono stati effettuati su diverse zone della città.

In via Candelai, in un locale si svolgeva, oltre la ristorazione, anche intrattenimento musicale per i clienti oltre mezzanotte, con una cospicua presenza di avventori assembrati all’interno. Oltre alla chiusura del locale per cinque giorni, per il gestore del locale sono scattate due multe, una di quattrocento euro per non avere ottemperato ai divieti prescritti dal Dpcm e una di cinquecento per violazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza”.

“I controlli della Polizia municipale cui va tutto il mio plauso – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – si faranno sempre più incessanti già oggi e nei prossimi giorni, perché bisogna comprendere che nessuno può mettere a rischio la salute propria, dei dipendenti e dei clienti con questa conclamata superficialità”.

Quattro casi al Catania calcio

A Catania contagi nella squadra di calcio: quattro positivi dopo l’ultima serie di tamponi, eseguita dal gruppo rossazzurro prima della partenza per la trasferta in Puglia con la Virtus Francavilla. valida per la serie C. Una positività, asintomatica riguarda il gruppo squadra.

Come comunicato dalla società, “secondo le disposizioni vigenti, si è provveduto prontamente all’isolamento delle persone contagiate” e “il Calcio Catania sta espletando ogni adempimento previsto dalle disposizioni di legge e dal protocollo federale”.

A Catania multe per mancato uso mascherine

Sempre a Catania i Carabinieri con la Polizia locale hanno effettuato a Catania un servizio di controllo nel centro della città facendo sciogliere sei assembramenti di cittadini, con quattro sanzioni per il mancato utilizzo della mascherina protettiva delle quali due da ottocento euro ciascuno, perché reiterate e due perché commesse alla guida del veicolo in presenza di altre persone.

L’operato dei militari del Nas, inoltre, ha evidenziato la mancata trascrizione nell’apposito registro degli avventori in tre ristoranti e di tre casi di dipendenti sprovvisti di mascherina, nonostante fossero a diretto contatto con la clientela. Ispezionate anche 16 attività commerciali, e durante il controllo, tra l’altro, agenti della polizia locale hanno proceduto alla contestazione agli esercenti titolari dell’attività di tre sanzioni amministrative l’occupazione abusiva del suolo pubblico.

A Caltanissetta chiusi McDonald’s e altri tre locali

A Caltanissetta i Carabinieri hanno notificato i decreti di chiusura temporanea per cinque giorni nei confronti di tre attività commerciali tutte sanzionate per violazione delle misure anticontagio.

Si tratta del McDonald’s di Caltanissetta, una panineria sempre del capoluogo nisseno e un bar a Serradifalco.

Un quarto bar, a Sommatino, dovrà osservare otto giorni di sospensione dell’attività per aver già violato in passato le stesse norme.

I militari hanno trovato, sia all’interno che all’esterno dei rispettivi locali, numerosi avventori sprovvisti di mascherina, non rispettando il distanziamento di sicurezza.

Parrucchieri siciliani contro la chiusura

Intanto i parrucchieri siciliani, a proposito di una paventata chiusura dovuta alla seconda ondata di contagi, hanno lanciato un grido d’allarme.

Gli oltre ottomila barbieri, parrucchieri e centri benessere siciliani hanno il timore di piombare in un secondo lockdown. A Catania sono oltre 1.800, 1.700 a Palermo e 1.200 a Messina.

“Un altro provvedimento di chiusura sarebbe una tragedia – ha affermato Nunzio Reina, responsabile aerea produzione Sicilia di Confesercenti -, un massacro per la categoria e un favore agli abusivi. Da quando abbiamo aperto, non c’è stato un solo caso di contagio partito da noi e dopo la riapertura abbiamo avuto un notevole calo di clienti, nonostante tutte le precauzioni che applichiamo ogni giorno per contrastare il contagio, garantendo il massimo del livello igienico degli ambienti. Stiamo lentamente risalendo la china e un’eventuale chiusura porterebbe alla rovina tanti piccoli imprenditori, che con grandi sacrifici hanno resistito”.

Musumeci, dateci autonomia su peculiarità territorio

Infine, da registrare la dichiarazione del governatore Nello Musumeci che si chiede “perché i ministri stanno a fare i guardiani sui Governatori invece di farci lavorare: la politica deve saper trovare la sintesi tra due scuole di opinioni”, chi vuole chiudere tutto e chi nulla.

Musumeci lo ha detto intervenendo al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, spiegando che l’autonomia dovrebbe riguardare anche eventuali “alleggerimenti mirati delle misure nazionali per rispondere all’esigenze dell’economia che soffre”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684