Coronavirus, metà degli italiani vorrebbe più poteri per le Regioni - QdS

Coronavirus, metà degli italiani vorrebbe più poteri per le Regioni

Liliana Rosano

Coronavirus, metà degli italiani vorrebbe più poteri per le Regioni

martedì 13 Ottobre 2020 - 00:00
Coronavirus, metà degli italiani vorrebbe più poteri per le Regioni

Secondo un'indagine del Comitato Ue sul ruolo degli enti locali nella gestione della Salute pubblica. Il 69%, invece, ritiene che queste non abbiano un’influenza sufficiente nelle decisioni prese a Bruxelles. Tzitzikostas: "Il Recovery Plan punti sulle esigenze di Regioni e città"

BRUXELLES – Il 50% degli italiani vorrebbe affidare più poteri a Regioni ed Enti locali nella gestione della salute pubblica. Lo rivela l’indagine del Comitato Ue delle Regioni, presentata in occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città.

Secondo due italiani su tre, inoltre, l’influenza e l’operatività delle istituzioni locali e regionali, aiuterebbe l’Unione europea a risolvere la crisi legata al Covid-19.
Secondo l’indagine in questione, il 69% degli italiani ritiene che gli Enti locali non abbiano un’influenza sufficiente nelle decisioni prese a Bruxelles (opinione condivisa anche dal 67% degli europei) e il 66% vorrebbe delegare più poteri al territorio soprattutto su sanità (50%), economia (47%) e lavoro (43%).

Lo scarto tra territorio e governo si rileva anche guardando alle misure prese per fronteggiare l’impatto sociale ed economico della crisi del Covid. Con una differenza: su questo fronte gli italiani si fidano più del governo che di Bruxelles. Da una parte, infatti, resta intatta la ‘totale fiducia’ del 46% degli italiani e del 48% degli europei nelle decisioni prese a livello locale.
Dall’altra, invece, gli italiani mostrano di fidarsi di più delle decisioni prese dal governo (il 45% ha dichiarato di avere ‘totale fiducia’) rispetto a quelle prese in Ue (42%). Una tendenza che non si rispecchia tra gli europei, che in media mostrano di riporre leggermente più fiducia nelle misure di Bruxelles (45%) rispetto a quelle dei propri governi nazionali (44%).

Molti sono gli aspetti messi in luce dal barometro pubblicato dal Comitato Ue delle Regioni. Tra questi, l’aumento dei costi per far fronte alla crisi del Covid-19 e, allo stesso tempo, il calo delle entrate hanno “rapidamente minato l’equilibrio di bilancio degli enti locali e regionali” europei, soprattutto in Italia e Spagna. Le finanze dei governi locali e regionali sono sottoposte a un ‘effetto forbice’ tra l’aumento dei costi per settori come la sanità, la protezione sociale e il sostegno alle imprese, e la diminuzione del gettito, si legge nel documento.

Circa i tre quarti dei rappresentanti locali intervistati si aspetta una ‘pressione elevata o moderata’ sulla propria spesa e il 55% una ‘forte diminuzione’ delle entrate. In Italia e in Spagna, gli enti locali e regionali sono responsabili di oltre il 90% della spesa per la salute pubblica, ricorda l’indagine, che sottolinea che l’Associazione dei Comuni italiani (Anci) ha stimato riduzioni delle entrate comunali comprese tra il 9 e il 21%, ovvero da 3,7 a 8 miliardi di euro.

Intanto dal ministero per la Salute, arrivano indicazioni più precise circa l’utilizzo della mascherina. “Non serve la mascherina per attività sportiva, come correre o andare in bicicletta, mentre è necessario utilizzarla per attività motorie, come la camminata all’aperto” si legge nella nota ufficiale.
Altro nodo da sciogliere è quello relativo ai tempi del vaccino, attorno al quale c’é ancora molta incertezza. Secondo il vicedirettore generale dell’Oms, Ranieri Guerra, componente del Comitato tecnico scientifico è “verosimile” che ci sia il vaccino contro il Covid-19 entro l’anno, i problemi saranno poi di produzione e logistica”.

“L’Italia sta facendo un ottimo lavoro, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio continuo – precisa – speriamo di non eguagliare l’andamento dell’epidemia negli altri Paesi, ma che quei numeri siano per noi un monito. Per capirlo basteranno un paio di settimane”. “Vietare le feste? È una misura per mettere in allarme le persone – continua Ranieri Guerra – è un fatto incontestabile che i contagi avvengono nell’ambiente domestico. Dobbiamo capire che siamo di fronte a un vero pericolo e non solo un rischio”.

In riferimento alla quarantena ridotta a 10 giorni, Ranieri Guerra sottolinea: “Abbiamo nuove evidenze scientifiche. Anche chi resta positivo dopo il decimo giorno la contagiosità diminuisce drasticamente”.

“Incentrare Recovery Plan su esigenze di Regioni e città”

“Non dobbiamo illuderci. Per avere successo il Next Generation Eu deve essere incentrato sule esigenze delle città e delle Regioni. Il Recovery Plan fallirà se basato solo su esigenze individuate a livello nazionale”. Lo ha detto il presidente del Comitato delle Regioni europee Apostolos Tzitzikostas aprendo i lavori della settimana delle Regioni Ue. Il presidente ha ricordato come le amministrazioni locali e regionali siano stati in prima linea nell’affrontare l’emergenza Covid e quali “grandi rischi” incombano su queste realtà – e sull’ampliamento dei divari esistenti tra le diverse regioni – a causa delle conseguenze economiche della crisi. Tzitzikostas ha quindi chiesto garanzie per un maggiore coinvolgimento di Regioni e città nella definizione delle iniziative che potranno essere lanciate con il piano di ripresa. Ma ha anche invitato le autorità locali a coordinarsi di più per rispondere alle esigenze dei cittadini dando loro una ripresa più sostenibile e inclusiva.
Secondo il presidente del Comitato, inoltre, il ruolo delle Regioni è cruciale per avvicinare l’Ue ai cittadini e per “rafforzare le fondamenta” su cui poggia la casa europea.

Von der Leyen, Regioni e città al centro Recovery

Le Regioni e le città “saranno al centro” del Next Generation Eu, di cui il Recovery Fund è il principale pilastro.E il piano Ue potrà avere successo solo se le autorità locali “saranno pienamente coinvolte” e saranno capaci di “cogliere queste opportunità”. Questo il messaggio rivolto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al Comitato delle Regioni europee nel suo intervento all’apertura della settimana delle Regioni Ue. Oggi, davanti alle conseguenze della pandemia e in presenza del Next Generation Eu, è “in gioco il futuro dei nostri territori” e per avere successo “dobbiamo agire tutti insieme” poichè l’ndividuazione e la realizzazione degli interventi necessari per la digitalizzazione e la svolta verde “rientrano in gran parte nelle competenze e nelle responsabilità” degli enti locali, ha detto ancora von der Leyen.

Armao: “La crisi post-pandemica impone di ripensare la coesione”

Le misure di esenzione fiscale varate dalla Regione siciliana sono indicate quale riferimento a livello europeo dall’euroBarometro 2020 sulle politiche regionali e locali presentato dal Presidente del Comitato europeo delle Regioni, Apostolos Tzitzikostas e dal Commissario europeo alla coesione e le riforme Elisa Ferreira, oggi in occasione dell’apertura della settimana delle Regioni a Bruxelles.
Il rapporto individua, tra le più significative in Europa, le misure economico-finanziarie adottate dalla Regione siciliana sul piano fiscale. In particolare, ne ha sottolineato la portata per quanto riguarda le esenzioni nei confronti dei cittadini (bollo auto, concessioni etc.) e per l’istituzione del fondo perequativo di 300 milioni di Euro in favore dei Comuni con la Legge Regionale di stabilità.
Alla seduta del Comitato europeo delle Regioni ha partecipato il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao che ha poi avuto un breve incontro a margine con il Commissario europeo Ferreira sui temi della coesione territoriale e sociale e dell’insularità, a partire dalla questione del Ponte sullo stretto di Messina.
“La crisi post-pandemica – ha precisato il Vicepresidente Armao – impone di ripensare la coesione. Il programma Next Generation Europe è un’occasione storica per superare il divario Nord-Sud, ovvero il più grande fallimento dello Stato italiano. Un gap, quello che caratterizza il meridione del nostro Paese, che non ha eguali in Europa e che ci portiamo dietro da 160 anni. E’ oggi arrivato il momento di agire concretamente in quanto non ci sarà una nuova possibilità. Le proposte che il Governo Musumeci sta elaborando si muovono su questa linea”.

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