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Coronavirus, nessun rischio di perdere l’anno scolastico

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Coronavirus, nessun rischio di perdere l’anno scolastico

giovedì 27 Febbraio 2020 - 07:13
Coronavirus, nessun rischio di perdere l’anno scolastico

Lo ha confermato la ministro dell'Istruzione, la siracusana Lucia Azzolina: task force per garantire la didattica a distanza. Sottolineato inoltre che le quote per le gite scolastiche cancellate per precauzione saranno rimborsate

La scuola è un fronte sensibile dell’emergenza coronavirus e nel giorno dei primi bambini contagiati e del nuovo scontro tra Marche e governo sulla chiusura degli istituti, la ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha rassicurato tutti.

“Non c’è alcun rischio – ha detto – che i nostri studenti perdano l’anno. Le scuole nella loro autonomia potrebbero anche prevedere di allungare l’anno, ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza e per garantire infrastrutture adeguate, stanzieremo anche delle risorse. Non è necessario avere un computer a casa, basta un cellulare e oggi quasi tutti i ragazzi lo hanno”.

In Cina circa 180 milioni di studenti stanno continuando le lezioni da casa.

Buone notizie anche per i genitori che hanno anticipato le quote dei viaggi scolastici cancellati per precauzione.

“Verranno rimborsati”, ha detto la ministro, secondo la quale “anche le agenzie hanno bisogno di una risposta”.

Azzolina ha parlato di un possibile “decreto ad hoc”.

“Speriamo che a partire dal 16 marzo si possa anche ricominciare ad andare in viaggi di istruzione – ha aggiunto -, dipende dalla situazione epidemiologica delle prossime settimane”.

Rassicurati anche gli insegnanti delle zone in cui le scuole sono state chiuse: “Non sono a casa per malattia ma per causa di forza maggiore, non avranno trattenute sullo stipendio”.

“E’ come se i docenti fossero andati a scuola normalmente”.

E se le misure prese per arginare la diffusione del coronavirus “avranno effetti immediati, dalla prossima settimana si può pensare a chiusure delle scuole su base provinciale, legate alle zone del focolaio”, ha ipotizzato Lucia Azzolina e non più a livello regionale.

Naturalmente, sentite le autorità sanitarie.

Ciò mentre le Marche mantengono lo stop e a Napoli e a Palermo i sindaci hanno chiuso gli istituti fino a sabato per “pulizia straordinaria”.

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