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Coronavirus, ora si studia per definire una nuova Maturità

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Coronavirus, ora si studia per definire una nuova Maturità

venerdì 06 Marzo 2020 - 06:22
Coronavirus, ora si studia per definire una nuova Maturità

Il sistema dell'Istruzione definisce un Piano d'emergenza, con modalità diverse per l'esame di licenza liceale. Uninettuno mette a disposizione gratis la propria piattaforma e-learning. La ministro Azzolina, "Lezioni in classe insostituibili"

Per gli otto milioni e mezzo di studenti iscritti nelle scuole italiane e per un milione e settecentomila universitari, quello in corso sarà un anno scolastico e accademico del tutto anomalo tra la chiusura delle scuole nella “zona rossa” e la sospensione delle lezioni in tutte le altre, finora fissata fino al quindici marzo, ma che potrebbe anche essere prolungata, quasi sicuramente nelle zone del contagio.

Ma non solo.

Come per l’epidemia di colera del 1973

Il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli non ha escluso una possibile proroga dello stop delle lezioni: “potrebbe configurarsi questa eventualità” ha detto.

E quindi si comincia a ragionare su come recuperare il tanto tempo perduto e a definire a un piano d’emergenza.

Tante le ipotesi possibili in campo, un po’ come nel 1973 quando per una epidemia di colera, si posticipò l’inizio delle lezioni: prolungare la fine dell’anno scolastico, oppure prevedere, alla ripresa, corsi intensivi o lezioni sia mattina che pomeriggio.

A rischio alternanza scuola lavoro e test Invalsi

Potrebbero anche saltare l’obbligo di alternanza scuola lavoro o i test Invalsi, ma tutto è ancora da vedere.

A preoccuparsi di più sono ovviamente i maturandi e per questo ieri, nella sede del Miur, si è discusso con i sindacati della scuola, ragionando su molteplici temi: gli esami, il rafforzamento della didattica a distanza ma anche il reclutamento degli insegnanti in vista del prossimo anno scolastico.

Maturità, aumentare il numero di membri interni

Diverse le ipotesi in campo per la maturità.

Si parla, per esempio, di eliminare la commissione esterna o perlomeno di riequilibrarla con un maggior numero di docenti interni per venire incontro ai ragazzi.

Già da ieri, primo giorno di sospensione della didattica in area non rossa, molte scuole avevano attivato fin dalle prime ore della mattina videoconferenze e lezioni in modalità e-learning.

Scuole e Università puntano sull’e-learning

Attraverso collegamenti video sul web, presidi e professori stanno organizzando le lezioni online: l’obiettivo è quello di portare avanti i programmi, soprattutto per gli studenti di terza media e del quinto anno superiore che nei prossimi mesi dovranno affrontare esami e maturità, ma anche per tutti gli altri.

Anche le Università cercano di assicurare ai propri studenti la possibilità di frequentare le lezioni a distanza, tramite le piattaforme di e-learning.

“Trattandosi come ovunque di una sperimentazione, l’approccio sarà – per i docenti – graduale e su base volontaria”, fa notare Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, annunciando che le lauree si terranno per via telematica.

Uninettuno mette a disposizione gratis la propria piattaforma

Da segnalare l’offerta dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno di mettere, gratuitamente, a disposizione del sistema scolastico e universitario italiano le proprie piattaforme formative, utilizzate già da ventimila studenti.

“Creare un sistema corretto di informazione a distanza – ha spiegato la rettore Maria Amata Garito -, significa creare processi e procedure adeguate e metodologie testate e noi, in questo momento di emergenza, siamo disponibili ad aiutare atenei, scuole, colleghi e ragazzi con il nostro sistema che è rodato e testato. Non basta solo usare le nuove tecnologie, bisogna unirle a modelli didattici digitali già sperimentati e la nostra piattaforma nasce da venticinque anni di ricerca interdisciplinare, a carattere internazionale”.

La ministro Azzolina, “Lezioni in classe insostituibili”

“L’insegnamento a distanza – sottolinea Maddalena Gissi, segretario Cisl Scuola – è una alternativa e in questo momento sottolinea il contatto tra docenti e discenti ma non può ovviamente sostituire la lezione nè può essere imposto. Siamo contrari ad un uso enfatico di questo strumento”.

Un concetto condiviso dalla ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

“Abbiamo lavorato da subito ad un’accelerazione del programma di didattica a distanza. In mezzo a tante difficoltà – spiega – può rappresentare una grande opportunità. Ma la scuola è molto altro. La scuola è condivisione, è stare assieme. La scuola in classe è insostituibile. E deve tornare presto”.

La scuola non si ferma

“Questa situazione non ha precedenti – ha poi scritto Lucia Azzolina su Facebook- e rappresenta una sfida per tutto il mondo della scuola. Viviamola con responsabilità e impegno. Diamo il massimo. Usciremo da questa situazione per tornare presto alla normalità. La scuola non si ferma”.

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