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Coronavirus, per i migranti quarantena sulle navi ong

Coronavirus, per i migranti quarantena sulle navi ong

E’ la proposta del sottosegretario Sibilia, che spiega, “il nostro Paese vive una situazione d’emergenza senza precedenti e questa è l’unica soluzione, sempre che consideriamo i nostri dei ‘porti sicuri'”. Cinquanta sbarcati a Lampedusa, problemi per accoglienza

“Stiamo vivendo una situazione d’emergenza senza precedenti, da ora in poi, risolto il caso Alan Kurdi, bisogna decidere come operare”.

Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, pur non volendo entrare nel merito della vicenda Alan Kurdi – secondo alcune anticipazioni i centocinquanta naufraghi a bordo dovrebbero trascorrere la quarantena a bordo di una nave della Croce rossa – lancia una sua proposta, dopo che i ministri di Trasporti, Esteri, Interni e Salute, hanno firmato un decreto in cui si sottolinea che i porti italiani attualmente “non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di ‘Place of safety’ (‘porto sicuro’) in virtù di quanto previsto dalla convenzione di Ambrurgo sul salvataggio marittimo”.

“Se – ha detto Sibilia – arriva una nave con da due a cinquecento migranti a bordo non possiamo mettere in piedi un sistema di quarantena su navi private”.

“Le ong – dice Sibilia – hanno salvato delle vite in mare? Se la destinazione più vicina siamo noi, allora si entra in porto. Ma la quarantena dei richiedenti asilo va fatta sulla stessa nave della ong che ha prestato soccorso. E’ questa la soluzione da mettere in campo”.

“Sempre ammesso che si possa considerare il nostro Paese ancora un Place of Safety, un posto sicuro – ammette il sottosegretario – Con un’emergenza di tale portata ancora in corso, non credo possiamo più garantirlo”.

Cinquanta sbarcati a Lampedusa, problemi per accoglienza

Intanto altri cinquanta migranti, dopo i 67 che ieri avevano chiesto aiuto ad Alarm Phone e che erano riusciti ad arrivare fino a Lampedusa (Agrigento), sono sbarcati sulla spiaggia della Guitgia.

Sul molo Favarolo, dove anche i nuovi arrivati sono stati portati, stamani c’erano più di 110 persone.

Impossibile il trasferimento all’hotspot di contrada Imbriacola dove si trovano in quarantena i 46 migranti sbarcati lunedì.

A Lampedusa s’è subito messa in moto la macchina dei trasferimenti. La compagnia marittima che gestisce il servizio di collegamento con Porto Empedocle ha imbarcato – perché deve rispettare le norme previste per il contenimento del Coronavirus – solo cinquanta migranti che giungeranno in serata a Porto Empedocle.

Per gli altri, una sessantina, non c’è al momento una soluzione d’accoglienza.