Coronavirus, è l'igiene il nemico più potente del 2019-nCoV - QdS

Coronavirus, è l’igiene il nemico più potente del 2019-nCoV

redazione web

Coronavirus, è l’igiene il nemico più potente del 2019-nCoV

domenica 09 Febbraio 2020 - 07:30
Coronavirus, è l’igiene il nemico più potente del 2019-nCoV

Lo afferma l'Oms. Due bimbi rimpatriati da Wuhan allo Spallanzani, test negativo. Scuole, gli alunni provenienti dalla Cina possono rimanere a casa. Assenze giustificate. Protezione Civile, controlli negli aeroporti tutti negativi

L’attenzione è puntata sulle possibili modalità di trasmissione del virus 2019-nCoV, in particolare su quella possibile quando non ci sono ancora i sintomi.

La migliore contromisura, come rileva anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) resta quindi l’igiene.

“Nessuno ha dati scientifici sulla trasmissione asintomatica, ma penso che, qualsiasi sia il numero verificato sperimentalmente, per avere una diffusione di questo tipo in Cina i casi asintomatici che non vanno in ospedale debbano essere almeno dieci volte superiori a quelli certificati”, ha detto uno dei maggiori esperti internazionali di vaccini, Rino Rappuoli, chief scientist e head of external R&Ddell’azienda GSK vaccine.

È un’ipotesi basata sui modelli matematici dell’andamento dell’epidemia elaborati finora e dai quali emerge che il coronavirus 2019-nCoV si trasmette con facilità ma che non sembra affatto essere un’Apocalisse, come ha detto recentemente anche la virologa Ilaria Capua, direttore del Centro di eccellenza per la ‘One Health’ dell’Università della Florida.

Come tutte le altre malattie infettive, anche quella da coronavirus ha un periodo di incubazione che può variare da un minimo di 48 ore a 14 giorni, durante il quale è possibile la trasmissione senza sintomi”.

La prima documentazione scientifica di una trasmissione asintomatica del coronavirus è stata pubblicata il 25 gennaio sulla rivista The Lancet dall’università di Shenzen e ricostruiva il passaggio del virus all’interno di un gruppo famigliare.

Due bimbi rimpatriati dalla Cina allo Spallanzani, test negativo

Tra i 56 italiani rimpatriati da Whuan, due bambini di 4 e 8 anni, con solo alcune linee di febbre, accompagnati dal padre, sono stati trasferiti a titolo puramente precauzionale, all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti.

Per entrambi il tampone ha dato esito negativo al test di nuovo coronavirus 2019-nCoV.

“Presto, dopo la seconda verifica, potranno congiungersi con il resto della famiglia alla Cecchignola per completare il periodo di sorveglianza”, hanno spiegato dallo Spallanzani dove i piccoli sono stati assistiti, oltre che dall’equipe interna anche da personale specializzato dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Ricoverati Spallanzani, per dodici atteso responso

Rimane alta l’attenzione e l’attività all’ospedale romano specializzato in malattie infettive. Prima buona notizia è che “tutti i test relativi ai casi sospetti per il nuovo coronavirus sono risultati negativi”, compreso quello per la donna italiana inviata sabato, anche lei a puro scopo precauzionale, dalla città militare della Cecchignola.

Negativi i risultati anche per una coppia inviata allo Spallanzani da un pronto soccorso di Roma.

Il bilancio complessivo per lo Spallanzani parla di 53 pazienti finora valutati presso l’accettazione e sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 36 sono risultati negativi al test sono stati dimessi, e i restanti 17 pazienti sono tuttora ricoverati. Tre sono casi confermati: la coppia di turisti cinesi attualmente in terapia intensiva e il giovane italiano proveniente Wuhan e poi portato in quarantena al sito della Cecchignola. Degli altri 14 ricoverati allo Spallanzani, 12 sono pazienti che sono sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus e sono in attesa di risultato.

I restanti due sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici.

Infine, per quanto riguarda la coppia di turisti cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del nuovo coronavirus, sono tuttora in terapia intensiva. Le “loro condizioni cliniche permangono stabili e con parametri emodinamici invariati. Continua il trattamento antivirale. La prognosi è tuttora riservata”.

Gli alunni provenienti dalla Cina possono rimanere a casa

Monitoraggio con “permanenza volontaria a casa” per la “puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV” rivolto a bambini e studenti, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.

Lo prevede l’aggiornamento da parte del ministero della Salute della circolare per le scuole ispirata “al principio di massima precauzione”.

Le assenze sono giustificate.

“La circolare – si spiega in una nota del ministero della Salute – riguarda la sorveglianza attiva, quotidiana, del ‘Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento’ attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

“Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus 2019-nCoV in Cina – conclude il ministero – l’aggiornamento della circolare è ispirato al principio di massima precauzione. Nelle prossime settimane è, infatti, previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina”.

I presidi, niente allarmismi, le famiglie collaborino

Il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha invitato “tutte le famiglie a collaborare serenamente con le scuole e ribadisce che al momento non ci sono elementi che giustifichino allarmismi di sorta. La lucidità è più che mai necessaria nelle situazioni di criticità”.

Protezione Civile, centoquarantamila controlli negli aeroporti, tutti negativi

La Protezione civile ha intanto reso noto che, nell’ultima giornata di rilevamenti negli aeroporti, sono stati sottoposti al rilevamento della temperatura corporea 140.204 passeggeri garantendo la sorveglianza sanitaria su un totale di 1158 voli in arrivo.

A nessuno dei passeggeri monitorati è stata rilevata una temperatura pari o superiore a 37.5, soglia oltre la quale il personale medico procede ad una ulteriore valutazione clinica della sintomatologia.

I controlli sanitari sui passeggeri che atterrano nei 30 scali aeroportuali italiani, come previsto dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno preso il via dal 5 febbraio e interessano tutti i voli internazionali in arrivo.

Dall’inizio delle attività sono stati monitorati 2031 voli e 238.994 passeggeri.

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