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Coronavirus, Teledidattica, Sud sempre penalizzato

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Coronavirus, Teledidattica, Sud sempre penalizzato

lunedì 06 Aprile 2020 - 11:03
Coronavirus, Teledidattica, Sud sempre penalizzato

Secondo l'Istat quattro famiglie su dieci nel Meridione non hanno pc o tablet in casa. E nella stessa percentuale si registrano condizioni di sovraffollamento abitativo. Calabria e Sicilia in testa alla triste classifica

Si fa un gran parlare di Teledidattica, ma anche questa volta, come nella scuola – tra aule pollaio, edifici che cadono a pezzi e istituti senza tempo pieno e mensa – il Meridione è fortemente penalizzato.

Infatti la percentuale di famiglie senza computer supera il 41% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%).

Più elevata nel Mezzogiorno anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti: il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della metà dei componenti e solo il 14,1% ne ha almeno uno per ciascun componente.

Lo rileva l’Istat nella ricerca “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”.

Viceversa, ovviamente, nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore.

In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio.

Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del Comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva in quelli piccolini (39,9% in quelli fino a 2.000 abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%).

Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall’8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud.

Per quattro minori su dieci sovraffollamento abitativo

Inoltre, nell’anno di riferimento della ricerca dell’Istat, il 2018, il 27,8% delle persone viveva in condizioni di sovraffollamento abitativo.

Questa condizione di disagio è più diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate.

Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l’abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani.

Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7,0% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni.

La quota, rileva l’Istat, scende al crescere dell’età fino ad arrivare all’1,8% fra le persone di 75 anni e più.

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