Tra i principali indagati della Procura Europea sulla presunta gestione illecita dei finanziamenti comunitari destinati all’istruzione c’è Mario Piacenti, palermitano di 66 anni manager del negozio R-Store di Palermo. L’uomo ha risposto all’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari fornendo una ricostruzione dettagliata delle intercettazioni contestate. L’ultima parola, adesso, spetta al gip.
I pm hanno chiesto gli arresti domiciliari per Piacenti e altri 15 indagati. Il nome del manager palermitano compare tra i primi messi a verbale dalla dipendente del negozio R-Store, di cui è manager, del capoluogo nei giorni precedenti all’arresto della dirigente scolastica Daniela Lo Verde, all’epoca preside dell’istituto Giovanni Falcone dello Zen.
Non solo Sicilia, il sistema criminale è arrivato anche in Lombardia
Le indagini dei carabinieri sono andate oltre la Sicilia arrivando in Lombardia fino a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, sede dell’Its Fondazione Minoprio. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli enti formalmente affidavano gli incarichi alle società Compulab e La Lucerna, che a loro volta giravano le commesse a R-Store trattenendo una percentuale del 5 per cento. Una “rotation” lo aveva definito Piacenti.
Gara già concordata in cambio di regali
Piacenti, in una conversazione intercettata con Emilia Magro della Compulab, spiegava che la gara sarebbe stata già predisposta: “Voi fate e partecipate a questa gara che noi abbiamo già completamente preparata quindi si sa anche qual è la fine”. In un altro passaggio, sottolineava che eventuali criticità sarebbero ricadute interamente su R-Store, definendo l’operazione un “escamotage” praticabile solo con imprese “amiche e serie”, e descrivendo un sistema replicabile anche a parti invertite in futuri affidamenti.
Piacenti, in un’altra conversazione, questa volta con Antonio Fedullo, altro manager della società avrebbe rivelato gli accordi economici. “Ho parlato con Peppino, tutto a posto, il cinque percento e via discorrendo”. Dalle intercettazioni emergerebbe dunque un sistema di gestione degli affidamenti molto accurato. Le stesse modalità sarebbero state messe in atto per un liceo di Messina, ma in questo caso sono ancora in corso accertamenti.
Fondi Ue utilizzati per regali, i NOMI degli indagati
Sono 16 gli indagati tra docenti universitari, ricercatori e insegnanti, alcuni manager e dipendenti di società informatiche accusati a vario titolo di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Oltre a Piacenti c’è anche un altro palermitano, Giuseppe Cangemi di 51 anni. Ecco gli altri 14 indagati: Luciano Airaghi (Rho, 56 anni); Enrico Cafaro (Napoli, 64 anni); Claudio Caiola (Napoli, 76 anni); Luigi Cembalo (Napoli, 58 anni); Antonio Fedullo (Napoli, 52 anni); Giancarlo Fimiani (Napoli, 66 anni); Roberto Freda (Avellino, 50 anni); Giuseppe Fucilli (Bari, 68 anni); Corrado Leone (Piano di Sorrento, 64 anni); Ettore Longo (Cuneo, 35 anni); Maria Rosaria Magro (Irsina, 64 anni); Cosma Nappa (Aversa, 65 anni); Carlo Palmieri (Napoli, 65 anni); Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 33 anni).
Corruzione sui fondi europei, l’indagine nata dopo l’arresto della preside della Falcone allo Zen
L’indagine – che ha poi portato alla richiesta di arresto per 16 persone eseguita dalla Sezione EPPO del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo – nasce dall’inchiesta del 2023 su Daniela Lo Verde, dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo, il suo vice e la dipendente dell’azienda R-Store spa Alessandra Conigliaro, tutti finiti ai domiciliari. La preside faceva acquistare con fondi europei pc e dispositivi elettronici da destinare agli alunni dal negozio della Conigliaro che, in cambio, le faceva avere telefonini e computer per sé e i suoi familiari. La Lo Verde faceva la cresta sugli alimenti della mensa scolastica.
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