Il 21 aprile sarà il giorno della decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’assessore della Regione Siciliana al Turismo Elvira Amata. Il gup Walter Turturici lo stesso giorno deciderà anche sul giudizio abbreviato della coimputata Caterina Cannariato, imprenditrice. Entrambe sono accusate di corruzione.
Le accuse all’assessore Amata
Secondo l’accusa, l’assessore Amata si sarebbe fatta promettere e dare da Caterina Cannariato utilità per far assumere il nipote A & C Broker S.r.l., azienda dell’imprenditrice e nel pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo nella struttura ricettiva denominata «Leone Suite B&B» di Palermo nel periodo settembre 2023-marzo 2024 (per complessivi 4.590,90 euro oltre iva).
In cambio Amata con decreto assessoriale “individuava la manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario (di cui Cannariato era rappresentante regionale) denominata «XXIII ed. Donna, Economia e Potere», ai fini della concessione di un finanziamento pubblico di 30.000 euro”.
La confessione di Amata e il rapporto con l’imprenditrice: le accuse della Procura e la difesa dei legali
Nell’inchiesta che ha anche coinvolto il presidente dell’Ars Galvagno, Amata, nel corso dell’interrogatorio, aveva confermato di avere chiesto a Cannariato, con cui c’era un rapporto di cordialità, l’assunzione del nipote per aiutarlo in un momento di grande difficoltà in conseguenza di un grave lutto in famiglia. Gli avvocati di entrambe le donne hanno sempre sostenuto che tra le due “non è intercorso alcun accordo corruttivo“. Nel corso del processo sono state anche analizzate le chat tra assessore e imprenditrice che secondo la Procura testimonierebbero l’illecito mentre per la difesa si tratta solo di un rapporto di amicizia tra le due donne.
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