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Corruzione in Sicilia, l’assessore Amata rinviata a giudizio. Condanna a due e mezzo per Cannariato

Corruzione in Sicilia, l’assessore Amata rinviata a giudizio. Condanna a due e mezzo per Cannariato
Elvira Amata assessore regionale al Turismo

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo ha disposto la prima udienza del processo all’esponente politico per il prossimo 7 settembre. In lacrime all’uscita dell’aula l’imprenditrice: “Mai corrotto nessuno, sono devastata”. I suoi legali preannunciano ricorso in Appello

L’assessore al Turismo della Regione Siciliana Elvira Amata andrà a processo per corruzione. La prima udienza si terrà il prossimo 7 settembre. Lo ha deciso pochi minuti fa il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Walter Turturici, dopo oltre sette ore di camera di consiglio.

Sempre il gup Turturici ha condannato, per corruzione, l’imprenditrice Marcella Cannariato, che ha scelto il rito abbreviato.

I pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis al termine della requisitoria avevano chiesto due anni e sei mesi per l’imprenditrice, ex moglie del titolare della Sicily by Car Tommaso Dragotto.

La ricostruzione dell’accusa

L’assessore Amata ha preferito invece il rito ordinario. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’imprenditrice avrebbe ricevuto in cambio dall’esponente di Fratelli d’Italia un finanziamento di 30mila euro per un convegno organizzato a Palermo dalla Fondazione Bellisario, di cui Cannariato era rappresentante per la Sicilia.

È una tranche dell’inchiesta che vede a giudizio anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Secondo la procura del capoluogo siciliano, Amata e Cannariato avrebbero siglato un patto corruttivo. Amata si sarebbe fatta promettere e dare da Cannariato (legale rappresentante della A&C Broker S.r.l.) l’assunzione del nipote e il pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo durante i mesi di lavoro a Palermo. In cambio Amata avrebbe finanziato con 30 mila euro la manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario (di cui Cannariato era rappresentante regionale) “Donna, Economia e Potere”.

Amata, esponente di Fratelli d’Italia nel governo regionale, nel corso dell’interrogatorio aveva confermato di avere chiesto a Cannariato, con cui c’era un rapporto di cordialità, l’assunzione del nipote per aiutarlo in un momento di grande difficoltà in conseguenza di un grave lutto in famiglia. “Non è intercorso alcun accordo corruttivo tra l’imprenditrice e l’assessora”, hanno sempre sostenuto gli avvocati di Amata e Cannariato.

Cannariato in lacrime: “Condanna ingiusta, mai corrotto nessuno”

“Sono umanamente devastata, non ho mai corrotto nessuno né sono mai stata corrotta…”. Marcella Cannariato scoppia a piangere subito dopo la condanna a due anni e mezzo per corruzione. L’imprenditrice, accompagnata dai suoi legali, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, non riesce a trattenere le lacrime.

Poi, uscendo dal tribunale si sfoga: “Sono devastata sia dal punto di vista personale, familiare, che professionalmente – dice piangendo – Non è giusta questa condanna. Io ho semplicemente assunto quel ragazzo insieme ad altri cinque ragazzi, perché mi serviva. Mi è stato proposto e perché no? Contemporaneamente mi sono state proposte altre due persone, solo che chi proponeva le altre due persone non era un assessore…”.

Il legale dell’imprenditrice annuncia l’appello

“La condanna a due anni e mezzo è il primo grado di giudizio, attendiamo tranquillamente le motivazioni della sentenza che, ovviamente, appelleremo. Non posso che ribadire che non c’era motivo di corrompere un assessore regionale per un contributo a un convegno”. Lo ha detto l’avvocato Vincenzo Lo Re, legale della imprenditrice Marcella Cannariato, condannata a due anni e mezzo per corruzione. Secondo l’accusa ci sarebbe stato il patto curruttivo tra l’imprenditrice e l’assessore regionale Amata.

“È una pena più che proporzionata e anzi più contenuta verso il minimo che per pene più alte, di questo il giudice avrà tenuto conto – dice Lo Re – si trattava di un contributo molto modesto. Nella stessa programmazione erano erogate somme assai più ampie, manifestazioni che a nostro parere erano di inferiore rilevanza”.

E aggiunge: “Cannariato stessa aveva investito su questo evento. Sì, lo ha fatto sempre lo ha fatto nel 2014, quando contribuì con somme rilevantissime all’organizzazione dell’evento che fu finanziato in quel caso la presidenza della regione. Lo ha fatto anche adesso offrendo i biglietti aerei e l’ospitalità negli alberghi a quasi tutte le convegniste”.

Poi prosegue: “La mia assistita si ritiene mortificata da questa condanna, ha la coscienza serena. Prima o poi troveremo qualcuno che lo riconoscerà”.

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