Milano, 3 ago. (askanews) – “Ho depositato un’interrogazione al Presidente del Consiglio sul blocco delle nomine a presidente di sezione della Corte dei conti. Il governo ha congelato dieci proposte deliberate legittimamente dal Consiglio di presidenza, giudicandole solo ‘inopportune’ alla luce di una riforma che non è ancora legge. Così facendo ha impedito l’inoltro della proposta al Presidente della Repubblica, cui la Costituzione riserva il potere di nomina, e ha di fatto anticipato gli effetti di una delega non ancora esercitata”. Lo dichiara Antonio Misiani, senatore Pd e responsabile economia e finanze della segreteria nazionale.
“È una vicenda gravissima sul piano istituzionale: la Costituzione affida alla Corte dei conti il controllo sugli atti del Governo e sulla gestione del bilancio, e ne garantisce l’indipendenza proprio ‘di fronte al Governo’. Bloccare le nomine dei magistrati che quel controllo devono esercitare, mentre si prepara una riforma per ridurne l’autonomia, significa piegare un organo di garanzia alla volontà dell’esecutivo che dovrebbe controllare”, sottolinea Misiani che prosegue: “Non è un caso isolato: tra le nomine sospese risultano magistrati che si sono occupati del controllo preventivo sul Ponte sullo Stretto, conclusosi con il diniego del visto. Nel frattempo il governo si appresterebbe a nominare come consigliere, nella quota di designazione governativa, un capo di gabinetto legato da rapporto fiduciario con l’esecutivo. Chiediamo al governo di sbloccare immediatamente le nomine, di chiarire gli effetti già prodotti sulla funzionalità della Corte e di riferire con urgenza in Parlamento prima di approvare in via preliminare lo schema di decreto legislativo, atteso in Consiglio dei ministri il 4 agosto”, conclude Misiani.

