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Cosa è l’Ets, che l’Italia chiede di sospendere e l’Ue vuole rivedere

Cosa è l’Ets, che l’Italia chiede di sospendere e l’Ue vuole rivedere

Meloni: gonfia prezzi elettricità. Von der Leyen: serve, ma da modernizzare

Roma, 11 mar. (askanews) – Cosa sono i famigerati permessi “Ets”, di cui l’Italia, anche oggi, con la premier Giorgia Meloni, chiede una sospensione in vista della attesa “modernizzazione” che la Commissione europea ritiene necessaria. Il problema è tornato alla ribalta con la nuova fiammata dei prezzi dell’energia innescata dal conflitto in Iran.

Acronimo di European Union Emissions Trading System, l’Ets è fondamentalmente un meccanismo di scambio delle quote di CO2 che ha come obiettivo quello di ridurre le emissioni, imponendo maggiori costi alle industrie che ne producono di più.

Funziona fissando un tetto massimo alla CO2 consentita che si riduce ogni anno, costringendo le imprese a inquinare meno o a comprare permessi da chi è più efficiente.

Al sistema partecipano tutti i paesi Ue insieme a Islanda, Liechtenstein e Norvegia, coprendo settori chiave come la produzione di energia elettrica, le grandi fabbriche, i voli aerei e, dal 2024, anche le grandi navi. I soldi incassati dalle aste di queste quote, che dal 2013 hanno superato i 175 miliardi di dollari, vengono usati dai governi per finanziare pannelli solari, risparmio energetico e nuove tecnologie pulite.

Il problema è che il meccanismo Ets è stato concepito ben prima della crisi energetica esplosa con la guerra in Ucraina e non considerava questo tipo di situazione, che ha cambiato radicalmente il quadro complessivo. Il sistema di penalizzazione e sovracosti che serviva a far sviluppare le rinnovabili ha mostrato una sorta di spirale che ora rischia di ripetersi con la crisi sull’Iran.

Per questo oggi sugli Ets il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha lanciato un forte richiamo: il meccanismo deve essere riformato e nel frattempo l’Italia chiede di sospenderlo. Meloni ha toccato il tema nel suo intervento alla Camera in vista del Consiglio dei capi di Stato e di governo della Ue, che si svolgerà la prossima settimana, il 19 e il 20 marzo.

“Il cosiddetto Ets – ha rilevato – è un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi, in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa, gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che, per la nostra Nazione, toccano i 30 euro per MwH, un quarto dell’intero costo dell’elettricità”.

Un problema che diventa stridente ora con questa nuova impennata dei prezzi innescata dal conflitto in Iran. Quindi, “in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda metà di quest’anno”, l’Italia chiede “di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche – ha detto ancora Meloni -. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”. 

Quasi contemporaneamente, sul tema interveniva anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Nell’Unione europea “gli Ets ci servono, ma dobbiamo modernizzarli”, ha affermato al Parlamento europeo, a sua volta nel suo discorso in vista del Consiglio Ue della prossima settimana. “Senza gli Ets – ha sostenuto – oggi consumeremmo 100 miliardi di metri cubici di gas in più”. Von der Leyen ha quindi auspicato che prosegua il dibattito sul questo tema anche a livello di Parlamento Ue.

Anche usando gli Ets, entro il 2030 l’obiettivo della Ue è tagliare le emissioni del 62% rispetto al 2005, e dal 2027 il sistema si allargherà includendo anche il riscaldamento degli edifici e i carburanti stradali. Per aiutare le famiglie più in difficoltà con i nuovi costi energetici, l’Europa ha creato un apposito Fondo sociale per il clima che mobiliterà oltre 86 miliardi di euro tra il 2026 e il 2032.

Secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Frantin, in un Paese come l’Italia l’Ets in situazioni come quella attuale rischia di diventare “un boomerang”, perché finisce per rendere più convenienti sistemi come il riscaldamento a legna o a pellet rispetto all’elettricità, con emissioni ben più elevate di altre fonti.