PALERMO – Il sistema pensionistico siciliano presenta un’incidenza delle prestazioni assistenziali più alta, rispetto alla media nazionale. Un dato che apre interrogativi sulla composizione degli aiuti, sugli importi riconosciuti e sull’evoluzione del fenomeno. In questa intervista esclusiva al QdS, il direttore regionale dell’Inps Sicilia, Sergio Saltalamacchia, analizza i numeri, chiarisce le differenze con il resto del Paese e illustra i controlli previsti per verificare il possesso e la permanenza dei requisiti.
Il 33,4% delle prestazioni pensionistiche siciliane è assistenziale, contro il 21,1% nazionale. Quali sono le categorie che incidono maggiormente su questo divario e quali dati consentono di spiegare perché in Sicilia il fenomeno è così marcato?
“In effetti, i dati statistici dell’Istituto evidenziano che, allo stato attuale, in Italia sono vigenti 21.257.999 pensioni, di cui 4.417.761 di natura assistenziale. In Sicilia, invece, su un totale di 1.544.448 pensioni vigenti, 507.999 sono di natura assistenziale. Di queste ultime, in Sicilia circa il 71% è costituito da prestazioni di invalidità civile, mentre a livello nazionale le prestazioni di invalidità civile rappresentano circa il 79% del totale delle prestazioni assistenziali. Compito della tecnostruttura dell’Istituto è quello di fornire e rappresentare i dati, mentre la loro più ampia interpretazione attiene ad altri livelli di analisi. Ciò che emerge con chiarezza è che in Sicilia il ricorso alle prestazioni assistenziali presenta un’incidenza sul totale delle pensioni sensibilmente superiore alla media nazionale. Particolarmente significativo è, inoltre, il ricorso alle pensioni sociali, oggi assegni sociali, prestazioni collegate all’età e alla condizione di bisogno economico. Tale quadro non può che essere letto anche alla luce di una situazione di maggiore fragilità socio-economica del territorio”.
Qual è l’importo medio effettivo delle diverse prestazioni assistenziali in Sicilia e come si confronta con quello delle altre regioni?
“L’importo medio delle prestazioni assistenziali in Sicilia è pari a 514,06 euro, mentre a livello nazionale è pari a 556,04 euro. Come si vede, il dato risulta sostanzialmente allineato e la lieve differenza è determinata dalla diversa distribuzione tra prestazioni di invalidità civile e assegni sociali. In realtà, gli importi delle prestazioni assistenziali prescindono dalla contribuzione versata e sono determinati dalla legge; è quindi ragionevole non attendersi differenze particolarmente significative tra i diversi territori. Più interessante è, invece, considerare l’importo medio complessivo delle pensioni erogate: a livello nazionale è pari a 1.283,79 euro, mentre in Sicilia si attesta a 1.094,58 euro. Tale differenza è determinata innanzitutto dalla maggiore incidenza delle prestazioni assistenziali sul totale, ma anche dal minore importo medio delle pensioni previdenziali del settore privato in Sicilia. Infatti, mentre la media nazionale delle pensioni previdenziali private è pari a 1.475,83 euro, quella siciliana è pari a 1.173,20 euro”.
Negli ultimi cinque o dieci anni il peso delle prestazioni assistenziali in Sicilia è aumentato oppure diminuito? E quali controlli vengono effettuati per verificare che gli aiuti siano riconosciuti e mantenuti soltanto quando ne ricorrono i requisiti?
“Possiamo prendere come riferimento, a titolo di esempio, il 2020. In quell’anno il rapporto tra pensioni assistenziali e totale delle pensioni era pari al 30,34%; oggi, come abbiamo visto, siamo oltre. Il trend di questo rapporto, seppure con alcune oscillazioni, evidenzia dunque una graduale crescita nel corso degli anni. L’Istituto è da sempre impegnato ad assicurare la verifica della sussistenza e della permanenza dei requisiti previsti per l’accesso alle prestazioni assistenziali. Per quanto riguarda i requisiti reddituali, è previsto un sistema automatizzato di incrocio dei dati con quelli in possesso dell’Agenzia delle Entrate, cui si aggiungono i controlli effettuati dagli operatori in sede di liquidazione della prestazione. Con riferimento, invece, ai requisiti sanitari, l’istituto effettua periodicamente campagne di revisione delle risultanze sanitarie. A tale proposito, va evidenziato che l’applicazione della riforma della disabilità, già avviata in alcune province della regione e destinata a trovare applicazione generalizzata dal 1° gennaio 2027, prevede, in particolare per i soggetti di età inferiore ai settant’anni, l’accentramento presso l’Istituto degli accertamenti medico-legali. Ciò rappresenta, da un lato, una semplificazione per il cittadino e, dall’altro, consente un più efficace governo degli accertamenti medico-legali”.

