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Covid, no vax in intensiva dai 21 anni in su, il report degli ospedali

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Covid, no vax in intensiva dai 21 anni in su, il report degli ospedali

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mercoledì 29 Dicembre 2021

Chi si aggrava dopo aver contratto il Covid? Chi finisce in terapia intensiva? Il report degli ospedali sentinella di Fiaso.

Arrivano dati preoccupanti dai bollettini giornalieri di monitoraggio Covid anche in Sicilia, dove aumentano i nuovi casi, i ricoveri e i morti. Dal report degli ospedali sentinella di Fiaso emerge come, ancora una volta, i non vaccinati abbiano maggiori rischi di sviluppare una sintomatologia severa e, quindi, di finire in terapia intensiva.

I dati sui ricoveri

Dal 7 dicembre al 28 dicembre il numero dei pazienti Covid non vaccinati ricoverati è cresciuto del 46%, mentre l’aumento dei vaccinati si è fermato al 19%. Il tasso di crescita dei ricoveri nei reparti Covid è del 13,7%, con una accelerazione rispetto alla scorsa settimana quando l’incremento era stato del 7%.

L’aumento complessivo è stato del 33%. In terapia intensiva i non vaccinati sono il 71% del totale dei pazienti, contro il 29% di vaccinati. Per i non vaccinati si va dai 21 agli 85 anni, per i vaccinati il più giovane ha 35 anni e il più anziano 90. Emerge dal report degli ospedali sentinella di Fiaso.

Crescono le terapie intensive

In una settimana la crescita nei reparti intensivi negli ospedali sentinella Fiaso è stata del 18%, più consistente rispetto a quella registrata nei ricoveri ordinari. Decisamente maggiore risulta l’aumento di non vaccinati in rianimazione rispetto ai vaccinati (21,6% contro 10%). Tra i vaccinati in rianimazione l’84% aveva completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non aveva ancora eseguito la dose booster raccomandata.

Nei reparti ordinari la presenza di pazienti non vaccinati è del 54%. Permane la differenza di età fra vaccinati e non: i primi hanno in media 70 anni, i secondi 63 anni. Diverso anche lo stato di salute tra le due categorie: il 71% dei vaccinati ricoverati soffre di gravi patologie, mentre meno della metà dei pazienti non vaccinati (47%) è affetto da altre malattie.

Fiaso spiega che “probabilmente, in parte, è l’effetto festività a incidere sul maggior numero di ospedalizzazioni per Covid, ma quello che i numeri consentono di osservare è sempre più un’epidemia dei non vaccinati”. “In questa fase occorre guardare meno al numero di tamponi positivi e di contagi e focalizzare l’attenzione sugli ospedali che danno davvero il passo dell’epidemia, – commenta il presidente Fiaso, Giovanni Migliore – assistiamo a un incremento dei ricoveri ma di gran lunga inferiore rispetto ai numeri di un anno fa”.

Migliore indica che le Aziende sanitarie e ospedaliere hanno comunque predisposto, in linea con quanto richiesto dal Ministero della Salute, piani per l’attivazione di posti letto in base all’andamento dei ricoveri. “I numeri ci restituiscono il quadro di una pandemia che colpisce e corre soprattutto tra i non vaccinati e che tra chi non ha la protezione del vaccino determina le più gravi conseguenze – sottolinea -, la copertura vaccinale più elevata riduce sia la frequenza dell’ospedalizzazione sia dell’accesso in terapia intensiva. Per questo bisogna andare ancora avanti con la campagna vaccinale e accelerare sulla somministrazione delle terze dosi che rappresentano uno scudo importante contro la malattia da Covid”.

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