Roma, 8 lug. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, torna sulle polemiche che hanno animato nella giornata di martedì la seduta della commissione d’inchiesta sul Covid. Pubblica sui suoi canali social il suo intervento in commissione e dichiara: “I finti patrioti di Fratelli d’Italia, quando hanno l’obiettivo di colpire un avversario politico, stravolgono ogni regola, anche la Costituzione”.
“Nell’attesa che mi indichino finalmente una data per essere audito, in modo da spazzare via questo teatrino indecente che hanno organizzato con i giornali di Angelucci, ieri – afferma – hanno prodotto in commissione Covid un ulteriore strappo istituzionale. Il presidente Lisei, di Fratelli d’Italia, ha ottenuto, con un colpo di maggioranza, che comuni cittadini potranno essere ascoltati come testimoni in totale segretezza. Proprio così. Non saranno ascoltati davanti alla commissione, permettendo così a tutti i componenti di maggioranza e di opposizione di chiedere chiarimenti e a tutti i cittadini di seguire le testimonianze in streaming facendosi una propria opinione. Niente affatto. Con il voto di ieri il presidente Lisei potrà perseverare – lo ha già fatto – nel delegare a consulenti della commissione designati da Fratelli d’Italia l’ascolto di testimoni in un Commissariato di polizia. Così i comuni cittadini potranno essere torchiati ben bene,senza neppure la presenza dei parlamentari”.
“Non bisogna essere laureati in legge – sottolinea l’ex presidente del Consiglio – per comprendere che questo modo di procedere non solo impedisce ai parlamentari che sono in Commissione di esercitare i loro diritti e doveri, ma vìola le garanzie costituzionali che tutelano ‘tutti’ i cittadini. In pratica i Fratelli d’Italia, con questo abuso, potranno permettersi quello che a nessun giudice in Italia è permesso di fare. Nei processi penali i testimoni vengono esaminati nel contraddittorio tra pm, giudice e difesa. Le prove non possono formarsi nelle stanze segrete di un pm o di suoi delegati, ma solo durante il dibattimento processuale”.
“Ma a Fratelli d’Italia e ai partiti di maggioranza – accusa Conte – le garanzie costituzionali del ‘giusto processo’ non interessano affatto. Loro sono maggioranza e possono anche fregarsene del principio costituzionale per cui ‘Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova’ (art. 111, 4° comma, Costituzione). Loro indicano le persone da sentire, le fanno sentire da consulenti che hanno la loro fiducia, acquisiscono così materiale ‘probatorio’ illegittimo, lo passano ai tre giornali del loro collega di maggioranza Angelucci, e così alimentano la campagna del fango, di cui sono specialisti con alcuni trombettieri sulle tv amiche”.
“Tutto questo dice ancora il leader stellato – funziona a un patto: che gli italiani siano tutti tonti. Ma gli italiani hanno già dimostrato, con il secco NO al referendum sulla giustizia, che il loro ‘garantismo’ funziona solo quando devo proteggere i vari Santanché, Delmastro, e i vari amministratori accusati di peculato e corruzione oltreché la schiera dei loro amici. Dobbiamo mandarli a casa, con un voto libero e democratico. Con una ‘Alleanza per la Costituzione’”, conclude Conte.

