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“Sembrava l’inferno”, Crans-Montana: il racconto della strage

“Sembrava l’inferno”, Crans-Montana: il racconto della strage
Foto da Adnkronos

“Condizioni inumane e urla: sembrava l’inferno” ecco la tragedia di Crans-Montana raccontata dai testimoni

Grida dei genitori e parole di terrore da parte degli astanti del tragico incendio divampato alle ore 1,30 del 1 gennaio scorso, all’interno del bar Le Constellation nella località sciistica di Crans-Montana in Svizzera: una vera e propria strage che ha aperto il nuovo anno nel peggiore dei modi.

La calca si affrettava verso l’uscita, chi filmava con lo smartphone la tragedia, chi cercava di spegnere le fiamme. “Sembrava l’inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli. Le vedevamo uscire in condizioni inumane: tanta calca, tanta gente stesa a terra o che correva”, racconta all’Adnkronos Jacopo Bucci, un testimone della strage presente nell’edificio per festeggiare il Capodanno con gli amici.

Strage di Crans-Montana, le fiamme divampate repentinamente

“Quando siamo passati la prima volta davanti al locale andava tutto bene, era intatto. Come la sera prima, quando siamo entrati – continua -. Noi siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro”, prosegue Jacopo spiegando i suoi spostamenti all’esterno del locale. Successivamente il ragazzo, insieme agli amici, avrebbe sentito odore di gas e deciso di non entrare, in vista del sospettato pericolo. Successivamente, le fiamme sarebbero divampate in maniera repentina e avrebbero costretto i presenti a dirigersi verso l’uscita per tentare di salvarsi.

I soccorsi elvetici avrebbero risposto tempestivamente alle richieste di aiuto, recandosi in loco. I genitori del giovane, venuti a conoscenza dell’accaduto e recandosi al locale hanno assistito impotenti al disastro. “Non si può descrivere a parole. C’erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte”, prosegue la testimonianza del giovane.

Il rogo, divampato in un seminterrato del bar, si sarebbe innescato a causa degli sparkler agganciati alle bottiglie di champagne e alle stelline scintillanti poste sopra le torte di Capodanno. Articoli pirotecnici con precise limitazioni d’uso, utilizzati per il festeggiamento del Capodanno, i quali si sarebbero trovati a contatto con il rivestimento del soffitto composto da materiale altamente infiammabile. Il cartello dell’uscita di emergenza portava, inoltre, a una “scala angusta”. Un privé con capienza massina di 200 persone si trovava dietro la sala principale: “Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati”, conclude Jacopo.

Lorenzo Fontana sente l’ambasciatore italiano

Il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana ha telefonato all’ambasciatore italiano in Svizzera per chiedere aggiornamenti circa i connazionali coinvolti nella strage di Crans-Montana, nonché per manifestare vicinanza e supporto. “La Camera dei deputati si stringe alle famiglie coinvolte e ai feriti – dichiara Fontana -. Ringrazio gli operatori, il personale diplomatico e il personale medico sanitario che, anche in Italia, stanno lavorando senza sosta per prestare soccorso, cure e aiuti. Seguo con massima attenzione gli sviluppi di questo dramma che ci ha colpito profondamente”.