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Crateri Silvestri, il sito resta a pagamento

Crateri Silvestri, il sito resta a pagamento
Etna Crateri Silvestri

Il Tribunale di Catania non ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da associazioni ed enti che dovranno attendere la decisione di merito: “La partita rimane aperta”

Crateri Silvestri, primo round giudiziario a Francesco Russo Morosoli. Il Tribunale etneo ha emesso un’ordinanza che rigetta la richiesta di numerose associazioni ed enti, costituitisi in comitato, alla quale si era aggiunto anche il Comune di Nicolosi, di aprire il sito in attesa del giudizio di merito, sostenendo l’assenza di “pericolo di un danno grave e irreparabile”, nell’applicazione del ticket di accesso di cinque euro, stabilito dal patron della Funivia dell’Etna e proprietario dell’area.

Il sito vulcanico, tra i più visitati dell’intera Etna, resta dunque a pagamento per tutti coloro che non risiedono in Sicilia. Almeno per il momento. Rimane infatti la questione della servitù, rivendicata dalle stesse associazioni, dai privati e dal Comune e oggetto del ricorso, sul quale il giudice, a quanto pare, ancora non si sarebbe espresso. Come spiega Massimo Fiumara, coordinatore del Comitato in difesa dei Crateri Silvestri.

“Il giudice, per il momento, pur avendo il Comune aderito in toto alle nostre domande, non ha riaperto i Crateri, perché non ha ravvisato uno dei due presupposti dell’urgenza, e cioè che i danni all’immagine, alla sicurezza e il pericolo di emulazione da noi lamentati fossero ‘gravi e irreparabili‘ – spiega Fiumara -. Di conseguenza non si è pronunciato sull’altro requisito, cioè sull’esistenza della servitù di uso pubblico“.

La questione della servitù: il giudizio di merito non è ancora concluso

Insomma, manca ancora un passaggio, fondamentale. “In altre parole – prosegue Fiumara – non ha detto che abbiamo torto, non ha detto che non c’è uso pubblico: non essendoci, a suo avviso, urgenza, ha solo rinviato tutto al processo vero, quello in cui si deciderà se un luogo vissuto da tutti per oltre cent’anni come pubblico possa essere chiuso e messo a pagamento da un giorno all’altro, senza il coinvolgimento del Comune”.

Con il rigetto del ricorso, quindi, resta il costo di accesso ai Crateri: “Se nel merito verrà accertata la servitù, sarà chiamato a risarcire il danno” – sottolinea Fiumara, secondo cui una nota positiva c’è. “Se il giudice avesse riscontrato che – nel merito – non c’è la servitù, molto probabilmente lo avrebbe scritto subito – spiega. Certo, non siamo soddisfatti, anche perché la risarcibilità di milioni di biglietti di turisti stranieri è solo teorica, ma andiamo avanti”.

Sulla legittimazione delle associazioni, invece, si è pronunciato negativamente, condannandole al pagamento delle spese insieme a tutti i ricorrenti. “Anche su questo ci sarebbe da obiettare” sostiene Fiumara. Che non intende deporre le armi.

Il comitato non si ferma: reclamo d’urgenza o giudizio di merito con risarcimento milionario

“Stiamo organizzando una riunione col legale del Comune per capire se fare un reclamo d’urgenza, affermando che il pericolo di danno irreparabile c’è, o se passare direttamente al giudizio di merito, chiedendo insieme al Comune l’accertamento della servitù, su cui non sussistono a nostro parere dubbi, e il risarcimento milionario pari al fatturato che ha fatto e che farà nel corso del giudizio di merito, fino a sentenza. Nel merito abbiamo ragione, per cui la nostra battaglia non può fermarsi”, conclude Fiumara che, sulla propria pagina Facebook, scrive: “Conservate i biglietti, perché la partita è apertissima”. Abbiamo chiesto un commento all’azienda “Funivia dell’Etna” che, però, al momento preferisce non intervenire.