Roma, 14 gen. (askanews) – Tra luglio e settembre 2025 sono cresciuti per l’industria alimentare sia l’indice della produzione (+4,5%), sia quello del fatturato sul mercato estero (+11,9 5%) sia quello sul mercato interno (+3,9 %) rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dalla fotografia scattata nel III trimestre del 2025 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal Crea, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.
Nel trimestre in aumento anche l’industria delle bevande (+4,9% l’indice della produzione), anche se si registrano variazioni negative nell’indice del fatturato su entrambi i mercati rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (-3,8% sul mercato estero, -3,3 sul mercato interno). Da segnalare che la performance produttiva dell’industria alimentare e delle bevande è superiore a quella del settore manifatturiero nel suo complesso rispetto allo stesso periodo del 2024.
Aumentano ancora a livello tendenziale le esportazioni agroalimentari (+5,4% in valore rispetto al solo trimestre precedente), verso tutti i principali mercati esteri – ad eccezione degli Stati Uniti (-13,6%), in particolare verso Spagna (+14%) e Polonia (+23,8%). Positivo l’andamento anche verso Germania e Francia, primi due Paesi di destinazione del nostro export. Le vendite sono diversificate in base ai comparti: in crescita i cereali (+3,1%), in calo, invece, quelle di vino (-7,2%), anche se i volumi complessivi esportati sono in linea con quelli dello stesso trimestre del 2024. Ottima performance in particolare per i prodotti lattiero-caseari e dolciari, con incrementi in valore pari al 15%.
Le importazioni agroalimentari a livello tendenziale continuano a crescere (+13,5% in valore rispetto al medesimo trimestre del 2024) e, nel caso di Francia, Paesi Bassi e Belgio, tale incremento supera il 20%. La Germania risulta il principale fornitore, con un incremento superiore al 10%, mentre le importazioni dalla Spagna mostrano un incremento del 4,7%. Il principale comparto per valore per gli acquisti è dato da carni fresche e congelate con un netto aumento in valore (+17,8%) e quantità (+14%). In aumento anche oli e grassi e prodotti lattiero-caseari, secondo e terzo comparto di importazione. Prosegue la netta crescita (+57,7%) degli acquisti di frutta secca.

