Credito al consumo in crollo nel 2020 - QdS

Credito al consumo in crollo nel 2020

Michele Giuliano

Credito al consumo in crollo nel 2020

venerdì 17 Luglio 2020 - 00:00
Credito al consumo in crollo nel 2020

L’Osservatorio Crif sulla prima parte dell’anno: così l’emergenza Covid ha frenato le richieste. In quattro mesi registrato un calo del 27% dopo la crescita del 2019 (+5,9%)

ROMA – L’emergenza Covid-19 ha fermato, oltre che le persone, anche la richiesta di credito al consumo. È stato netto il calo nei primi quattro mesi dell’anno dei flussi di credito al consumo, specie per i finanziamenti finalizzati per auto/moto, con una riduzione del 39%, e i prestiti personali, che si riducono di un terzo. È quanto emerge dai dati raccolti ed analizzati nella quarantottesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.

Contrazioni più contenute per il credito veicolato tramite carte opzione/rateali (-16.4%) e per la cessione del quinto dello stipendio/pensione (-17.2%). Un calo che non può non essere collegato al lockdown, visto che nel 2019 i flussi di credito al consumo hanno mostrato una crescita in linea con l’anno precedente e con l’evoluzione del valore dei beni di consumo durevoli. Nei primi mesi del 2020, a seguito del diffondersi della pandemia da Covid-19 è stata rilevata, invece, una riduzione a doppia cifra delle erogazioni.

Nel post lockdown permane a livello complessivo un forte calo, con solo un parziale ridimensionamento della flessione per i finanziamenti finalizzati. Anche per i mutui immobiliari è stato registrato un calo di quasi il 10%, dovuto al fatto che il lockdown ha determinato una contrazione degli acquisti a causa dello stop delle compravendite di immobili residenziali. Gli altri mutui fanno invece registrare una buona crescita (+46.3%), trainati dai mutui di surroga che hanno fatto segnare un vero e proprio boom che non si è arrestato dopo il diffondersi della crisi sanitaria. Dati i tassi di riferimento ai minimi, infatti, le surroghe sono ancora estremamente vantaggiose.

L’andamento riflette anche la maggiore competitività tra le banche e la crescente digitalizzazione dei servizi, che ha permesso la realizzazione delle operazioni di surroga anche nel periodo di chiusura delle filiali. A parte il trimestre in calo netto ma prevedibile, le previsioni per il 2020 e il successivo biennio presentate nell’ultima edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia indicano che, dopo le difficoltà dovute agli impatti della pandemia, i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere nei successivi due anni, anche grazie alla ripresa del quadro macroeconomico che alimenterà la domanda.

I flussi cumulati di credito al consumo nel 2020 registreranno un significativo rallentamento rispetto all’anno precedente, soprattutto relativamente ai finanziamenti per l’acquisto di auto e dei prestiti personali. Il calo, tuttavia, sarà inferiore rispetto a quanto già evidenziato in questi ultimi mesi nell’ipotesi di graduale miglioramento nella seconda parte dell’anno dei consumi delle famiglie, che pur rimarranno condizionati dalla maggiore incertezza. Nel successivo biennio ci si aspetta un progressivo recupero dei consumi, soprattutto nella componente dei beni durevoli. Anche per i mutui immobiliari ci si aspetta un andamento simile.

Aspettative in negativo per quanto riguarda, invece, la rischiosità del credito alle famiglie e quindi i tassi collegati, per i quali si prevede un aumento, sia nel comparto dei mutui che in quello del credito al consumo, ma l’incremento sarà contenuto grazie alle misure governative a sostegno dei redditi ed alle moratorie sul credito. Le previsioni indicano un peggioramento della rischiosità nel corso del 2021 per il progressivo esaurirsi degli effetti delle misure introdotte e il ritardo nella formazione di crediti deteriorati, prima di assistere a una nuova riduzione nel 2022.

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