Il Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia restituisce l’immagine di una regione che nel 2025 continua a crescere, ma con una dinamica in rallentamento e con divari strutturali ancora rilevanti rispetto al resto del Paese. A spiegarlo in una nota è Assoesercenti. Secondo l’indicatore Iter elaborato dalla Banca d’Italia, nel 2025 l’attività economica siciliana è aumentata dello 0,6% in media d’anno. una variazione lievemente superiore a quella nazionale, ma più debole rispetto all’anno precedente, soprattutto nel secondo semestre, secondo l’associazione.
Lo scenario in Sicilia
Per Assoesercenti il dato va letto con attenzione. La Sicilia non è ferma ma la crescita appare ancora troppo fragile per incidere in modo stabile su produttività, redditi, occupazione giovanile e capacità di investimento delle piccole e medie imprese. Il quadro delle imprese mostra andamenti differenziati. L’industria registra una lieve crescita, mentre le costruzioni continuano a beneficiare della spinta delle opere pubbliche e del Pnrr, con un valore aggiunto in aumento dell’1,5%. Più delicata la situazione dei servizi, settore centrale per l’economia siciliana, cresciuti solo dello 0,3% dopo il +2,1% del 2024.
Segnali positivi arrivano dal turismo e dai trasporti, pur in un quadro non uniforme. Le presenze turistiche sono aumentate dell’1,6%, sostenute soprattutto dalla componente straniera. Il traffico aeroportuale é rimasto invariato, mentre i porti siciliani hanno registrato una crescita dei passeggeri dal 2,4% al 6,2%, con una dinamica favorevole anche del segmento crocieristico, cresciuto del 7,9%.
I dati su investimenti, innovazione ed export
Sul fronte degli investimenti emergono luci e ombre. Le imprese hanno mostrato una lieve ripresa, favorita anche dalla riduzione del costo del credito ma l’incertezza internazionale pesa sulle aspettative. Quasi sei aziende su dieci, infatti, prevedono una riduzione degli investimenti. Crescono, invece, alcuni indicatori legati all’innovazione, con le autorizzazioni ZES unica per investimenti in Sicilia passate da 38 a 93 e il 19% delle imprese che dichiara di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi produttivi.
Anche l’export conferma una Sicilia a doppia velocità. Le esportazioni complessive si sono ridotte del 10,8%, soprattutto per il calo dei prodotti petroliferi. Al netto di questi, però, le esportazioni di prodotti non petroliferi sono aumentate del 7,1%, grazie al contributo di cantieristica navale, agroalimentare ed elettronica. Il mercato del lavoro registra segnali positivi ma ancora insufficienti. Nel 2025 gli occupati in Sicilia sono aumentati dello 0,9%, con un contributo rilevante del comparto commercio, alberghi e ristoranti. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 47,3%, il valore più elevato dal 2019, ma resta distante dalla media nazionale del 62,5%. Il tasso di disoccupazione è sceso al 12,2%, ma rimane ancora molto elevato.
Famiglie siciliane, povertà relativa al 19%
Per quanto riguarda la condizione delle famiglie, il dato sarebbe allarmante. Il reddito disponibile lordo è cresciuto del 2,6% a prezzi correnti e dell’1% in termini reali, ma il reddito pro capite resta inferiore di circa un quarto rispetto al dato nazionale. La povertà relativa interessa circa il 19% delle famiglie siciliane, contro l’11% della media italiana, con effetti diretti sui consumi e sulla domanda interna. Sul credito, il rapporto evidenzia una ripresa non omogenea. I prestiti bancari alle imprese siciliane sono tornati a crescere del 3,4%, dopo oltre un biennio di riduzione, ma l’aumento ha riguardato soprattutto le imprese medio-grandi. Per quelle di minore dimensione i prestiti continuano a ridursi, seppure con minore intensità. Per Assoesercenti questo è uno dei punti centrali: la ripartenza del credito non può lasciare indietro microimprese, commercio di prossimità, pubblici esercizi, servizi e artigianato.
Le risorse pubbliche rappresentano una leva decisiva. Nel 2025 la spesa in conto capitale degli enti territoriali siciliani è aumentata del 31,3%, trainata da politiche europee e Pnrr. Le risorse del ciclo di programmazione 2021-2027 gestite dalla Regione Siciliana ammontano a 12,2 miliardi di euro, mentre nell’ambito del Pnrr risultano assegnati 12,6 miliardi per interventi in Sicilia o a favore di soggetti privati con sede nell’Isola.
Assoesercenti: “Serve politica economica per energie, imprese e competenze”
“Il rapporto della Banca d’Italia ci dice con chiarezza che la Sicilia cresce, ma non abbastanza. Abbiamo segnali positivi nel turismo, nelle costruzioni, nella portualità, nell’export non petrolifero e in alcune filiere innovative, ma restano nodi strutturali che non possiamo ignorare”, commenta il presidente di Assoesercenti, Salvatore Politino. “Bassa occupazione, redditi inferiori alla media nazionale, difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese, consumi ancora condizionati dal potere d’acquisto delle famiglie e investimenti frenati dall’incertezza”, continua. “Come Assoesercenti riteniamo che la priorità sia trasformare questa crescita debole in crescita diffusa. Le risorse del Pnrr, della programmazione europea, della ZES unica e degli strumenti per l’innovazione devono arrivare davvero alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, che rappresentano l’ossatura economica e sociale della Sicilia”:
Politino dichiara che “non basta registrare una ripresa. Bisogna costruire le condizioni perché la ripresa diventi stabile, inclusiva e produttiva. Servono procedure più semplici, credito più accessibile, incentivi realmente utilizzabili, formazione mirata e una strategia integrata per commercio, turismo, servizi e lavoro”. Il presidente conclude dicendo: “La Sicilia ha energie, imprese e competenze: ora serve una politica economica capace di accompagnarle, senza lasciare indietro chi ogni giorno tiene aperte attività, crea occupazione e presidia i territori”.
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