Crisi di Governo in diretta, il momento della verità - QdS

Crisi di Governo, il momento della verità: una fiducia con solo 95 sì e sin troppi dubbi

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Crisi di Governo, il momento della verità: una fiducia con solo 95 sì e sin troppi dubbi

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mercoledì 20 Luglio 2022 - 20:15

Governo Draghi sull'orlo di un precipizio: la lunga giornata della politica italiana si è conclusa con una fiducia con soli 95 sì e una situazione decisamente poco chiara.

Arriva il momento della verità (e del voto di fiducia) per il Governo Draghi: la crisi si risolverà, ci sarà un Draghi bis o si andrà a nuove elezioni? QdS.it ha raccontato gli aggiornamenti e allegato il video in diretta dal Senato per raccontare la crisi di Governo.

Aggiornamento 20.40: Al contrario di quanto inizialmente ipotizzato, Draghi non si recherà al Quirinale questa sera ma domani mattina.

Aggiornamento ore 20.30: Draghi lascia Palazzo Chigi alle 20.20. Si attende un commento sull’esito del voto. Letta, intervistato da TG1, definisce oggi “un giorno triste e drammatico per l’Italia”. La seduta del Senato si è conclusa alle 20.27.

Aggiornamento ore 20.10: Presenti 192; votanti 133, maggioranza 67, favorevoli 95 e contrari 38, con 0 astenuti. Questo l’esito del voto sulla mozione Casini. Al contrario di quanto si temeva, il numero legale è stato raggiunto. Nessun partito ha votato apertamente la sfiducia a Draghi, ma l’esperienza dell’esecutivo sembra conclusa dopo quanto accaduto oggi.

Crisi di Governo, in diretta dal Senato

Ecco il video della Seduta, in diretta dal Senato della Repubblica.

La lunga giornata della politica italiana

Aggiornamento ore 20.10: Presenti 192; votanti 133, maggioranza 67, favorevoli 95 e contrari 38, con 0 astenuti. Questo l’esito del voto sulla mozione Casini. Il numero legale è stato raggiunto. Nessuna sfiducia a Draghi apertamente espressa, ma l’esperienza dell’esecutivo sembra conclusa dopo quanto accaduto oggi.

Aggiornamento ore 19.55: Draghi abbandona Palazzo Madama. Sembra che non si stia recando al Quirinale ma a Palazzo Chigi in attesa dell’esito del voto. In Senato mancherà con ogni probabilità il numero legale per il voto di fiducia a causa della mancata partecipazione di Fi, M5S e Lega.

Nel frattempo anche i principali partiti appaiono sempre più in crisi. La ministra Gelmini, infatti, ha dichiarato: “Lascio Forza Italia, ha voltato le spalle agli italiani”.

Il Pd, invece, rimane pro-Draghi e critica la scelta di M5S, Fi e Lega: “Oggi è stata una giornata drammatica per l’Italia. Le scelte di Lega e Forza Italia da una parte e del M5S dall’altra sono gravi, sbagliate”.

“Purtroppo, sarà tutto il Paese – i cittadini e le cittadine, a partire da quelli più fragili e più spaventati – a pagare il conto di queste scelte. Una crisi sbagliata fin dall’inizio che è oggi esplosa nel modo peggiore. Chi ha affossato il Governo Draghi è andato contro l’Italia”.

Aggiornamento ore 19.55: La ministra Gelmini lascia Forza Italia e il Pd critica la scelta di M5S, Lega e Fi: “Una crisi sbagliata fin dall’inizio che è oggi esplosa nel modo peggiore. Chi ha affossato il Governo Draghi è andato contro l’Italia”.

ore 19.27: Draghi abbandona Palazzo Madama. Non è chiaro se si stia già recando al Quirinale.

Ore 19.20: “Così manca il numero legale“, ha confermato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Inizia la chiama in Senato.

Ore 19.12: Stanno per iniziare le votazioni. Appare verosimile che non ci sia il numero legale, vista la mancata partecipazione di 3 grandi partiti: M5S, Forza Italia e Lega. Toccherà con ogni probabilità al Capo dello Stato trovare una soluzione alla crisi di Governo dopo una giornata di dibattiti e scontri accesi.

Ore 19: Il M5S non prenderà parte al voto sulla risoluzione Casini per la fiducia al Governo Draghi, così come la Lega e Forza Italia.

Contro le recenti scelte di Draghi la senatrice del M5S Maria Domenica Castellone ha affermato: “Un esecutivo di alto profilo non si schiera contro una forza politica“. Tra i temi “critici”, per i pentastellati, l’affondo di Draghi sul Superbonus e la questione tanto dibattuta del reddito di cittadinanza. “Noi togliamo il disturbo, ma ci saremo sempre per i cittadini”, ha aggiunto la senatrice prima di confermare il mancato voto del M5S.

Anche Fi non parteciperà al voto sulla risoluzione Casini, sulla quale il Governo ha posto la fiducia: lo ha confermato la capogruppo Anna Maria Bernini. “La fiducia posta oggi andava costruita su altre basi”, ha dichiarato.

“La crisi non è stata provocata né voluta da Fi. Fino alla fine abbiamo cercato uno spiraglio, una exit strategy che ci avrebbe permesso di proseguire questo cammino comune. Una soluzione di mediazione che, purtroppo, non è stata ascoltata”.

“Con amarezza annuncio che il gruppo di Fi non parteciperà al voto sulla fiducia posta dal Governo solo sulla risoluzione Casini”, ha concluso Bernini.

Ore 18.30: Il presidente del consiglio Mario Draghi è uscito dall’aula di Palazzo Madama al termine della dichiarazione di voto della senatrice Loredana De Petris, per poi rientrare dopo 5 minuti. Nel frattempo, il centrodestra valuta la non partecipazione al voto ma – secondo alcune indiscrezioni – Berlusconi sembra non escludere la possibilità di un nuovo patto. La crisi del Governo Draghi determina una giornata negativa anche per i mercati: oggi ancora maglia nera in Europa per Piazza Affari.

Ore 18: Sono in corso le dichiarazioni di voto sulla Questione Fiducia, posta dal Draghi sull’approvazione della proposta di risoluzione n. 2 del senatore Pierferdinando Casini. Matteo Renzi ha ringraziato in aula il premier Draghi, ma pare che ad applaudire sia stato solo il centrosinistra.

Ore 17.25: si attende ancora la fine della Conferenza dei Capigruppo. Gli ultimi a intervenire dovrebbero essere Fi, Lega e M5S. L’esito del voto è previsto per questa sera.

Il discorso di Draghi questa mattina in Senato

Questa mattina Mario Draghi ha presentato al Senato le proprie dichiarazioni sulla crisi di Governo e per spiegare le ragioni delle dimissioni presentate lo scorso giovedì (e rifiutate dal presidente Mattarella).

Nel corso dell’incontro, il premier avrebbe aperto – dopo i vari appelli degli scorsi giorni e nonostante le posizioni differenti tra i partiti – a una possibile alternativa alle sue dimissioni. “Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari – siete pronti a ricostruire questo patto?”, ha detto.

“Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi, e che si è poi affievolito? Sono qui, in quest’aula, oggi, a questo punto della discussione, solo perché gli italiani lo hanno chiesto.
Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani”. Questa la conclusione, incisiva, del discorso di Draghi sulla crisi di Governo.

E ora cosa accadrà? Il punto della situazione

Il Senato ha confermato la fiducia al Governo, ma con soli 95 sì. Molte forze della maggioranza (M5S, Fi e Lega) hanno scelto di non partecipare. I presupposti per continuare con l’esecutivo Draghi non sembrano esserci e quindi è altamente probabile che il premier lasci l’incarico e salga nuovamente al Quirinale per un colloquio con Mattarella.

Una giornata nera per la politica italiana e ancora troppi dubbi da sciogliere. L’ipotesi più probabile è quella del ritorno degli italiani al voto dopo le previste dimissioni del premier Draghi. Le possibili date sarebbero 25 settembre e 2 ottobre. Nessuna certezza, però, fin quando non saranno ufficiali le dimissioni.

Fonte immagine: sito Governo

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