Crisi economica e climatica: allarme Confagricultura su florovivaismo

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Crisi economica e climatica: allarme Confagricultura su florovivaismo

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martedì 13 Settembre 2022 - 12:59

Gli aumenti previsti per la produzione di piante e fiori nel 2022 possano stimarsi almeno del 70%, sul 2021.

Florovivaismo in crisi. Dopo le soffernze dovute alla prima fase della pandemia, la crisi economica in atto che sembra solo all’inizio fa tremare il mondo del florovivaismo.

L’allarme di Confagricoltura

L’allarme lo lancia il numero due di Confagricoltura nazionale, Sandro Gambuzza, che evidenzia come in Italia – ma il discorso vale anche per la Sicilia – il caro energia e i cambiamenti climatici potrebbero mettere definitivamente il settore in ginocchio. “Le aziende italiane, in particolare, così come quelle siciliane sono in sofferenza per l’impennata dei costi produttivi ed energetici, la difficoltà a reperire i mezzi di produzione e la manodopera – sostiene Gambuzza. Continuano ad interessare lo Stivale gli effetti del cambiamento climatico, come la siccità e le bombe d’acqua. Lo ha ribadito Confagricoltura in occasione del gruppo di lavoro Fiori e Piante del Copa Cogeca, che si è appena concluso in Olanda.

Il ruolo dell’Italia

Secondo quanto affermato da Gambuzza, “l’Italia è tra i principali produttori di piante e fiori della UE e vanta una grandissima varietà grazie alle sue caratteristiche territoriali. Oggi il settore, malgrado l’evidente flessione dovuta alla pandemia, rappresenta un valore alla produzione che supera i 2,6 miliardi di euro. Il saldo attivo della bilancia commerciale è di oltre 400 milioni di euro, per un totale di 27mila imprese, che danno lavoro a più di 100mila addetti.

Perdite stimate intonro al 70%

Confagricoltura ha calcolato che gli aumenti previsti per la produzione di piante e fiori nel 2022 possano stimarsi almeno del 70%, sul 2021, con punte che rischiano anche di superare il 100%. “Le nostre preoccupazioni – ha concluso L’Organizzazione degli imprenditori agricoli – sono forti anche per il calo dei consumi. Le difficoltà sono evidenti e rischiano di condizionare le scelte aziendali. E’ purtroppo evidente che fiori e piante, pur con il loro importante apporto nel migliorare l’ambiente, la psiche e la qualità della vita, rischiano di essere sacrificati per risparmiare nel timore della crescita dell’inflazione”.

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