Crisi energetica, “Rinnovabili non potranno sostituire le fonti fossili nel breve periodo” - QdS

Crisi energetica, “Rinnovabili non potranno sostituire le fonti fossili nel breve periodo”

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Crisi energetica, “Rinnovabili non potranno sostituire le fonti fossili nel breve periodo”

Stefano Modena  |
sabato 12 Marzo 2022 - 05:30

Parla Gaetano Annunziata, country manager per l’Italia di Energean: "Se ci venisse data la possibilità di potenziare Vega si potrebbero investire in Sicilia 400 mln di dollari"

PALERMO – La guerra in Ucraina ha portato alla ribalta il problema della dipendenza energetica dall’estero e in particolare dal gas russo. Abbiamo discusso delle possibili soluzioni con Gaetano Annunziata, Country manager italiano di Energean.

Ing. Annunziata, cosa fa e in quali paesi opera Energean?
“Operiamo in nove paesi, tutti – tranne la Gran Bretagna – nel Mediterraneo ed esploriamo e sviluppiamo nuove risorse nel settore del gas e del petrolio”.

Come valuta la situazione che si è creata nel mercato del gas a causa della guerra in Ucraina?
“La situazione è molto critica, il conflitto ha fatto esplodere le tensioni che si erano accumulate nel mercato e che avevano portato a prezzi elevati anche prima della guerra. Anche in caso di cessazione delle ostilità è difficile pensare che i prezzi ritornino ai livelli precedenti al 2019/2020.”

Quanta parte del gas importato dalla Russia potrebbe essere facilmente rimpiazzato da gas nazionale?
“Nel 2021 il consumo italiano di gas è stato di circa 74 miliardi di m3, di cui circa 30 Md di m3 importati dalla Russia. Quindici anni fa la produzione nazionale era di circa 20 miliardi di m3, ma nel corso degli anni si è andata riducendo fino agli attuali 3,2/3,3 miliardi di m3. Alcuni giacimenti si sono esauriti, ma soprattutto non ne sono stati messi in produzione altri. Secondo il Ministero della transizione ecologica (Mite) le riserve italiane certe ammontano a 25 miliardi di m3 sulla terraferma e 30 miliardi di m3 in mare, ai quali vanno sommati altri 92 miliardi di m3 potenzialmente disponibili”.

Quindi come si fa a eliminare la dipendenza dalla Russia?
“È possibile eliminare la dipendenza dalla Russia nei prossimi mesi – ovvero, nel periodo estivo – ma non lo è in quello invernale, quando vi è la necessità di soddisfare la maggiore domanda di gas. Però si può ridurre, e per farlo ci sono alcune azioni da implementare immediatamente, nell’ordine: 1) Massimizzare il più possibile la produzione nazionale; il Km 0 è apprezzato a tavola, quindi dovrebbe esserlo anche per l’energia. Trasportare gas e petrolio da lontano, invece che prenderlo sotto casa, costa e inquina; 2) Sfruttare al massimo le capacità dei rigassificatori e degli stoccaggi, nell’immediato; 3) Spingere al massimo la diversificazione di approvvigionamenti di gas soprattutto dai paesi quali Algeria, Libia, Azerbaijan; 4) Continuare lo sviluppo delle energie rinnovabili; 5) Riaprire almeno temporaneamente, come annunciato dal Governo, le centrali a carbone, solo per far fronte all’immediato; 6) Risparmiare: dovrebbe essere ormai chiaro che l’energia è un bene prezioso che non può essere sprecato”.

Gli asset di Energean in Sicilia

Perché c’è tanta avversità all’estrazione di gas in Italia?
“C’è una mancanza di consapevolezza sulla necessità dell’energia per mantenere lo stile di vita che abbiamo e sulle reali possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili che attualmente coprono l’11% del fabbisogno complessivo, non solo quello elettrico. Per quanto questa quota possa aumentare, non potrà mai sostituire le fonti fossili nel breve periodo”.

Quali sono i problemi per incrementare l’estrazione?
“Gli investimenti in questo settore hanno bisogno di tempi lunghi e un quadro normativo certo. I governi si sono preoccupati più dell’opinione pubblica che della politica energetica e il risultato è la dipendenza quasi esclusiva dalla Russia”.

Quali sono i problemi ambientali, oltre alle emissioni di CO2, legati all’estrazione del gas?
“Il gas è il meno inquinante tra i combustibili fossili e la tecnologia per l’estrazione è stata sviluppata a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso, è sicura, affidabile e controllata da enti indipendenti e dallo Stato. Non ci sono problemi maggiori di quanti non ce ne siano in altri settori industriali”.

Quali benefici e quali problemi potrebbe portare alla Sicilia l’incremento di estrazioni di gas?
“Energean è presente a Siracusa, a Ragusa, Comiso e gestisce Vega, il più importante e grande campo petrolifero italiano, inoltre nel 2024 entrerà in produzione Cassiopea, un giacimento di gas da 12 miliardi di m3 di cui Energean detiene il 40% (Eni detiene il rimanente 60%). In Sicilia la società occupa oltre 200 persone, incluso l’indotto, e appalta l’85% delle attività esterne ad aziende locali. Se ci venisse data la possibilità di potenziare Vega, in deroga al Pitesai, si potrebbero investire 400 milioni di dollari per sviluppare Vega A e B, generando occupazione e nuove entrate anche per la Regione”.

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