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Crisi idrica a Lipari, Gullo: “Necessario potenziare i dissalatori”

Crisi idrica a Lipari, Gullo: “Necessario potenziare i dissalatori”
Lipari

L’emergenza ha riportato al centro il problema di gesione dell’acqua nelle Isole Eolie. Il sindaco spiega come a incidere sulle difficoltà della stagione sia anche la crescita delle presenze turistiche

LIPARI – A Lipari l’emergenza idrica riporta al centro il problema della gestione dell’acqua nelle isole minori. La più grande delle Eolie, nel pieno della stagione turistica, sta facendo i conti con una produzione del dissalatore inferiore al fabbisogno e con la necessità di ricorrere alle navi cisterna per integrare le risorse disponibili. Una situazione che, secondo il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, va però letta in un quadro più ampio: “È una crisi generale che riguarda tutte le isole italiane”. Il primo cittadino ha anche chiarito la vicenda del bar del centro di Lipari che aveva esposto un cartello con la scritta “Siamo chiusi per mancanza di acqua”.

“Quella notizia non c’entra nulla con la crisi idrica dell’isola – ha spiegato Gullo – perché si tratta di una questione privata. Quel bar ha un recipiente di quattromila litri di riserva e un sistema che consuma circa 1000 litri d’acqua all’ora, quindi incompatibile con l’assetto idrico”. Secondo il sindaco, infatti, la rete idrica funziona in modo uniforme: “Il tubo è unico, è più democratico di tutti. Se scorre l’acqua, scorre per tutti”.

Dissalatore al 50%: da 4.500 a 2.500 metri cubi al giorno, le navi cisterna non bastano

Il problema principale riguarda invece la capacità produttiva del dissalatore, che “produce di meno” rispetto alla quantità prevista. L’impianto dovrebbe garantire circa 4.500 metri cubi d’acqua al giorno, ma attualmente la disponibilità è di circa 2000-2500. Per fronteggiare la situazione arrivano le integrazioni tramite navi cisterna, ma anche questo sistema necessita di un aggiornamento.

“Le integrazioni – ha spiegato Gullo – sono basate su contratti preesistenti e quindi calibrate su esigenze precedenti ma vanno riviste perché devono garantire i nuovi consumi, che ogni anno aumentano sempre di più”.

Turismo in crescita del 15% e consumi in aumento: il doppio problema di Lipari

A incidere è soprattutto la crescita delle presenze turistiche. Il sindaco ha ricordato come nel mese di giugno il Comune di Lipari abbia registrato “un aumento del 15% dei rifiuti solidi urbani prodotti“, dato che indica una maggiore presenza sull’isola, e un incremento del 5% della tassa di sbarco. “Dobbiamo fronteggiare, oltre alle deficienze strutturali, anche il problema dell’aumento continuo del numero delle presenze e quindi del maggior consumo di acqua“.

Pnrr e rete idrica: 12 milioni per rinnovare le tubature e raccogliere acqua piovana

Sul fronte degli interventi strutturali, il Comune sta investendo attraverso il Pnrr circa 12 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica. “Questo ci crea qualche problema di funzionamento perché tra la realizzazione delle reti e l’attivazione di parte di esse ci sono questioni tecniche che si presentano e che man mano risolviamo”, ha spiegato Gullo.

“Abbiamo attivato più di un chilometro di rete idrica, sostituendo la vecchia con la nuova, e già per quel tratto è migliorato moltissimo lo scorrimento e quindi l’accumulo dell’acqua”. Sono inoltre previsti interventi sui serbatoi e un piano per la raccolta dell’acqua piovana a Monte Sant’Angelo.

Secondo Gullo, però, gli interventi sulla rete devono essere accompagnati da un aumento della produzione. “Questi interventi vanno accompagnati da un potenziamento della produzione tramite dissalazione. Non vedo un’altra via”.

Dissalazione a 2 euro contro nave cisterna a 14 euro

Il sindaco ha ricordato che il Pnrr prevede nuovi dissalatori per Filicudi, Alicudi, Stromboli e Panarea, isole oggi prive di impianti, nonostante le contestazioni di alcuni comitati. “Qualsiasi impianto ha il suo impatto, però con le navi cisterna non è che ne abbiamo meno: quell’acqua viaggia dalla Campania e dalla Calabria. Altro fattore da considerare è il costo: se una tonnellata d’acqua per dissalazione può costare circa due euro, quella che arriva per nave costa 14 euro“.

Convegno Musumeci e strategia Ue: la crisi idrica di Lipari è problema europeo

La crisi di Lipari si inserisce in un tema più ampio che riguarda le isole minori europee. Gullo ha richiamato il convegno “Isole resilienti: la sfida dell’acqua”, organizzato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e dal Consiglio nazionale delle ricerche, che si è svolto il 10 giugno al Cnr di Roma. L’incontro ha affrontato la vulnerabilità dei sistemi insulari di fronte alla crisi idrica, analizzando il rapporto tra cambiamento climatico, gestione delle risorse e sostenibilità dei territori.

Un’attenzione che si collega anche alle nuove strategie presentate dalla Commissione europea per isole e comunità costiere, con l’obiettivo di affrontare in modo integrato temi come economia, connettività, energia, ambiente, demografia e sicurezza. Il piano europeo riconosce infatti il “costo dell’insularità” e individua tra le principali criticità la scarsità d’acqua, lo spopolamento, la vulnerabilità climatica, la dipendenza dal turismo e la difficoltà nel garantire i servizi essenziali. Per Gullo, dunque, la crisi è generalizzata e la risposta deve essere strutturale. Nell’immediato, però, il sindaco punta a un intervento regionale: “Un’integrazione suppletiva della Regione può sicuramente risolvere il problema“.