Cuba-Ucraina, la storia si ripete - QdS

Cuba-Ucraina, la storia si ripete

Carlo Alberto Tregua

Cuba-Ucraina, la storia si ripete

sabato 12 Marzo 2022 - 06:45

Zelensky firmi la neutralità

Ricordate il 1962, quando le navi russe portavano i missili che l’Unione Sovietica voleva installare a Cuba? In quel grave momento poteva scoppiare la terza guerra mondiale, perché il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, non poteva accettare di trovarsi tali missili puntati sul proprio territorio.
Cosicché, le sue forze navali ricevettero l’ordine di stendere un cordone per impedire, anche con le armi, l’avanzata delle navi russe.
Il momento fu tragico perché l’allora presidente dell’Unione Sovietica, Nikita Khrouchtchev, si trovò di fronte al dilemma di scatenare la guerra o ritirare le proprie navi.

Si dice che intervenne anche il grande Papa che fu Giovanni XXIII, per scongiurare tale evento.
Fatto sta che esso fu scongiurato: le navi sovietiche ritornarono nei loro porti con i missili, le navi americane rientrarono e la vita del mondo continuò in pace.
La grande paura dell’intera umanità si dissolse, ma fu vera grande paura, ce ne ricordiamo.


La storia si ripete. Mutatis mutandis la guerra fra Russia e Ucraina ha la medesima causa e cioè Putin non vuole i missili della Nato installati in Ucraina e puntati sul suo territorio.
Si è trattato di una questione formale o sostanziale? Pensiamo sostanziale perché seppure non vi sia stata alcuna richiesta da parte del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di adesione alla Nato, tuttavia, sotterraneamente tale richiesta continuava a circolare, forse spinta dagli Stati Uniti che volevano mettere sotto pressione la Russia.

In ogni caso, la faccenda sta procedendo all’incontrario di quella richiamata di Cuba, ma con la stessa finalità: impedire l’installazione dei missili della Nato sul territorio Ucraino.
La delegazione russa che sta trattando il negoziato di pace, ha posto quattro condizioni: il riconoscimento degli stati indipendenti di Donetsk e Luhansk, l’acquisizione della Crimea da parte della Russia e – l’aspetto più importante – la definitiva neutralità dell’Ucraina, la quale si dovrà impegnare a non chiedere l’adesione alla Nato.
Mentre i primi tre punti sono realizzati, basta firmare il quarto per chiudere la vicenda.

L’ex comico Zelensky continua a fare la vittima. Forse ingenuamente sperava che la Nato sarebbe intervenuta, ma questo significava scatenare la terza guerra mondiale, cosicché tutti i ministri degli esteri dell’Occidente hanno escluso categoricamente tale eventualità.

Dopo di che stanno uscendo notizie sullo stesso non certo positive. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato che Zelensky ha comprato una villa di lusso a Forte dei Marmi per 3,8 milioni di euro. Ma questo non è l’unico bene detenuto all’estero, in quanto egli ha diverse altre attività in altri Paesi, tra cui proprietà di imprese registrate a Cipro con basi fiscali alle Isole Vergini britanniche.
Zelensky avrebbe in affitto anche una villa in Toscana a dodicimila euro al mese ed egli ha reso noto di essere proprietario di auto, case e azionista di tre proprietà offshore.
Insomma, non è proprio quel campione integerrimo tutto casa e chiesa, per cui è pensabile che quello che sta accadendo non sia frutto di un’intenzione eroica, bensì egoistica.


Se Zelensky fosse stato un uomo di Stato, avrebbe valutato con maggiore ponderazione, come fece allora Khrouchtchev, le conseguenze di una sua azione negativa di fronte alle pressanti richieste della Russia – che durano da otto anni – ed avrebbe fatto una dichiarazione incontrovertibile di neutralità, cioè impegnandosi a non fare alcuna richiesta né formale né sostanziale di adesione alla Nato.
Ma il giovanotto, evidentemente sostenuto da altri interessi, ha insistito su questa strada, forse non pensando che Putin avrebbe schiacciato il bottone per l’avanzata della sua armata.

Ora non gli resta che un atto di buonsenso e cioè firmare l’accordo con la Russia – garanti l’Unione Europea e la Nato – che mai più l’Ucraina tenterà di diventare associato all’armata occidentale.
Con questo atto l’invasione cesserebbe e tutto potrebbe ritornare alla normalità, evitando ulteriori enormi danni che questa crisi sta provocando in tutto il mondo.

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