Roma, 26 mar. (askanews) – Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie: questo il tema del 52esimo Festival della Valle d’Itria che si terrà a Martina Franca (Ta) e in alcuni luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, il Festival è curato per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti che prosegue il percorso intrapreso nella precedente edizione: la musica riflette sul proprio presente e diviene strumento prezioso per leggere la realtà.
Un impegno premiato recentemente anche con il Premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” che ha scelto Owen Wingrave, allestito nell’edizione passata, come “migliore iniziativa musicale” del 2025. Fra opere, riscoperte, rarità, concerti e incontri, valorizzando nella scelta dei luoghi il ricco patrimonio storico-artistico e paesaggistico della Valle d’Itria, il Festival spazierà dal Settecento ai giorni nostri: un viaggio musicale nel Mare nostrum, scenario di miti, luogo di migrazioni e di incontri in cui si si intrecciano destini, culture e tradizioni. La musica sarà la voce che racconta queste storie e il Festival un’opportunità di crescita per il territorio che lo ospita e le persone che lo vivono.
Tre le nuove produzioni liriche che segnano l’edizione n. 52 del Festival. Nella cornice di Palazzo Ducale martedì 14 luglio (ore 21, repliche il 26, 29 luglio e il primo agosto) inaugura il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij / La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura. Regia e coreografia saranno di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, promettente talento classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre la danza sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project. Le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Una driade/Mezzosoprano), Matteo Falcier (Orfeo/Tenore) e Roberto Lorenzi (Plutone/Basso).
Ancora a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) la Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 come prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Barenreiter. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti. Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet: regia, scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri) saranno di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre il soprano moldavo Natalia Tanasii sarà Micäela; nel cast principale ritroviamo anche il tenore Matteo Lippi (Don José) e il baritono Alessandro Luongo (Escamillo).
Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la terza, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (ore 21, repliche il 27 e 30 luglio). Confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri del musicista napoletano del Seicento, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco, da lui fondato, Cappella Neapolitana. Il cast sarà formato dagli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” che approfondiranno lo studio dell’opera nel loro percorso di perfezionamento; firma la regia Rita Cosentino, già apprezzata nella regia di due produzioni degli ultimi anni, nonché curatrice dei laboratori didattici del Festival, mentre i costumi sono di Carla Galleri.
Alle tre produzioni liriche, si affianca un altro progetto ispirato al tema del Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Con Baliani ritroviamo la voce di Vincenzo Capezzuto, artista a tutto tondo, affiancato da Luciano Orologi (sax), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), per uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.
Parte integrante saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione del Festival valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio pugliese. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone. Il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino (17 luglio, ore 21) vedrà protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia (viola solista Francesco Peverini) con musiche di Stravinskij, Britten e la prima assoluta di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro; il 19 luglio all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala (che torna a Martina Franca dopo essere stata nel 2025 l’orchestra di due produzioni del Festival) spetta il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, diretta dal trentenne Diego Ceretta, solista l’affermata violinista Francesca Dego (musiche di Stravinskij, Schubert e Castelnuovo-Tedesco).
I tre Concerti del Sorbetto fra Chiostro di San Domenico e Chiostro delle Agostiniane (ore 18), ospitano il Quartetto Adorno (18 luglio) e il giovane violinista Paride Losacco (1° agosto) in un percorso nel Novecento storico italiano ed europeo, presentando pagine di Casella, Stravinskij e Ravel per quartetto d’archi e Petrassi, Stravinskij, Prokof’ev e Kurtág per violino solo. Gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con il pianista Francisco Manuel Soriano approfondiranno invece il ricco repertorio della musica vocale francese di Otto-Novecento, ruotando intorno alla celebre Habanera di Bizet (25 luglio).
Quattro infine gli appuntamenti (ore 21) di “Mediterraneo in musica” fra chiostri e masserie del territorio della Valle d’Itria: si inizia il 15 luglio a Cisternino, nella Chiesa Madre San Nicola, con il violoncellista Danilo Squitieri in un viaggio di più secoli che parte dalla Prima Suite di Bach fino ad Alone di Giovanni Sollima; il 16 luglio al Leonardo Trulli Resort di Locorotondo il Concerto del Mediterraneo e gli allievi dell’Accademia “Rodolfo Celletti”; il 22 luglio alla Masseria Palesi di Martina Franca Notturno Adriatico un concerto sul tema del mare nella musica del XX e XXI secolo con Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte; infine il 23 luglio Pino De Vittorio sarà protagonista di Tarantelle del rimorso al Chiostro di San Domenico, una serata dedicata al repertorio di tarantelle del Gargano e di canti del Sud Italia di cui De Vittorio, accompagnato dal chitarrista Marcello Vitale, è fra i maggiori interpreti.
In programma il 18 e 19 luglio il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in collaborazione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica.
Anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini con cui la Fondazione Paolo Grassi rinnova la collaborazione: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno il pubblico che diventa parte dello spettacolo, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio, Villa del Carmine), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Verdi e Mozart, sinfonie e valzer, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto, o con una mano sola.

