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Cultura è Libertà: a Catania il dibattito su giornalismo e intelligenza artificiale

Cultura è Libertà: a Catania il dibattito su giornalismo e intelligenza artificiale
Antonio Pogliese

Il Centro di documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei rischi organizza il 31 marzo con Unict la tavola rotonda sul ruolo dell’informazione nell’era digitale. Intervista al presidente Antonio Pogliese

CATANIA – Il prossimo 31 marzo alle ore 9 si terrà nell’Aula Magna “Santo Mazzarino” dell’Università degli studi di Catania il convegno “Cultura è Libertà – Il ruolo dell’informazione nell’era digitale e dell’I.A.”, realizzato dal Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura dei Rischi, insieme con l’Unict. Il dibattito riguarderà la funzione del giornalismo e del settore della comunicazione oggi, in un mondo sempre più digitale, nonché l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla categoria lavorativa.

Rettore Foti, sindaco Trantino e una tavola rotonda con editori e giuristi

L’apertura dell’evento godrà dell’introduzione del magnifico rettore dell’Università di Catania, il professore Enrico Foti e del sindaco Enrico Trantino. Dopo la presentazione dell’incontro da parte del presidente del Centro di Documentazione, Antonio Pogliese, seguirà una Tavola Rotonda gestita dalla prorettrice dell’Università di Catania, la professoressa Lina Scalisi e composta dal Direttore di Sud Press, Pierluigi Di Rosa; dal Direttore della rivista “Lavoro Diritti Europa”, Piero Martello, già Presidente della sezione Lavoro al Tribunale di Milano; dall’Editore de “La Sicilia”, Salvatore Palella; e dal nostro direttore, Carlo Alberto Tregua.

Il Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura dei Rischi nasce a Catania nel 2016 con lo scopo di approfondire la cultura dei rischi attraverso la partecipazione di diversi saperi ed esponenti del mondo accademico, professionale e della Pubblica Amministrazione. Il Centro da circa tre anni ha modificato la sua impostazione, tentando di svolgere un ruolo sussidiario ai contributi intellettuali dei decisori. L’incontro nasce proprio con l’intenzione di creare un dialogo su un tema così attuale e necessario, mescolando le conoscenze accademiche con le riflessioni e le esperienze imprenditoriali del territorio italiano e in particolare siciliano. In vista dell’incontro, il Quotidiano di Sicilia intervista il presidente del Centro di Documentazione, Antonio Pogliese per analizzare in anticipo il focus del dibattito.

Pogliese: “L’urgenza del tema e il nesso tra informazione e libertà”

Quali sono le ragioni che hanno indotto il Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura dei Rischi a organizzare questo Convegno?”Le ragioni sono prima di tutto l’urgenza del tema stesso. L’informazione, infatti, è un tema importante con tutta una serie di refluenze, tra cui l’assioma che cultura è libertà. In questa prospettiva, l’approfondimento viene fatto nell’attuale momento storico e in particolare con le sue caratteristiche. Sull’I.A., nello specifico, se ne parla oggi dimenticando però che non è nata in questo momento storico. Oggi se ne parla nella misura in cui l’applicazione è massificata ed è interessante capire anche chi ne parla, perché alcuni sono beneficiati dall’intelligenza artificiale in quanto risulta un supporto alla loro professione e alla loro attività. Chi, invece, teme di essere sostituito da quest’ultima, pone diverse condizioni. Il convegno è rivolto alla società civile di Catania, agli intellettuali catanesi e ai decisori. Ovviamente sarà privilegiata la partecipazione dei giornalisti che anche nella fase del dibattito potranno dare un contributo significativo per le valutazioni della realtà della comunicazione sia della carta scritta sia di altri mezzi”.

IA in medicina e giurisdizione: chi la apprezza e chi la teme

Quali sono i rischi dell’era digitale e in particolare dell’intelligenza artificiale?

“Il tema è parecchio enfatizzato, come se fosse una novità, quando in effetti non lo è perché in ogni epoca dell’uomo si è assistiti all’introduzione di nuove tecnologie. Queste, se utilizzate in maniera corretta sono utili, se utilizzate, invece, in modo difforme rappresentano un pericolo. Certamente è identico il caso dell’intelligenza artificiale”.

E nel mondo del lavoro?

“Il dibattito sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’attuale momento storico andrebbe deputato dagli interessi. Non è un caso che nella giurisdizione l’applicazione dell’intelligenza artificiale venga avversata perché sia da parte dei giudici sia da parte degli avvocati si percepisce il rischio che questa possa compromettere la centralità dei professionisti nell’attività stessa. In medicina invece l’applicazione dell’intelligenza artificiale è di supporto all’attività dei medici e non è riuscita ancora a compromettere la centralità di questi, dunque non è avversata bensì apprezzata. Sull’intelligenza artificiale, in conclusione, ci sarà un momento in cui bisognerà chiarire chi ne parla e se ha interesse o è in contrasto con l’applicazione della stessa”.

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