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La cura che diventa scienza: etica, metodo e umanità nel primo master di Psicooncologia Pediatrica a Catania

La cura che diventa scienza: etica, metodo e umanità nel primo master di Psicooncologia Pediatrica a Catania
Il primo Master universitario di II livello in PsicOncologia Pediatrica all’Università di Catania

Una data simbolica, il 14 febbraio, scelta insieme alla professoressa Angela Mastronuzzi, presidente di AIEOP e direttrice dell’Unità di Neuro-Oncologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, alla vigilia della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.

La cura come responsabilità, metodo e visione. Nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Catania è stato inaugurato il primo Master universitario di II livello in PsicOncologia Pediatrica. Una data simbolica, il 14 febbraio, scelta insieme alla professoressa Angela Mastronuzzi, presidente di AIEOP e direttrice dell’Unità di Neuro-Oncologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, alla vigilia della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.

Dopo i saluti istituzionali della professoressa Margherita Ferrante – docente ordinario in rappresentanza del Magnifico Rettore Enrico Foti – il progetto formativo ha preso avvio con l’intervento del direttore del Master, il professor Andrea Di Cataldo, ordinario di Pediatria  e responsabile dell’Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Catania, e di Cinzia Favara Scacco, fondatrice e presidente di LAD ETS.

«La presa in carico del bambino oncologico deve essere globale e integrata, capace di tenere insieme competenze cliniche e dimensione emotiva», ha dichiarato Di Cataldo. «Questo Master nasce per formare professionisti in grado di abitare la complessità».

«Il metodo LAD – ha aggiunto Cinzia Favara Scacco – è nato accanto ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Oggi diventa percorso accademico: significa riconoscere che la cura è relazione, continuità, presenza. È un lavoro di équipe che si prende cura anche di chi cura».

Un concetto ribadito dalla professoressa Lina Scalisiprorettrice dell’Ateneo catanese: «L’Università ha il dovere di trasformare l’esperienza in sapere strutturato. Questo Master rappresenta un ponte tra territorio, ospedale e accademia, nel segno della responsabilità sociale».

Con la moderazione del conduttore Ruggero Sardo, a delineare il profilo scientifico del percorso sono intervenuti i componenti del comitato: la professoressa Giovanna Russo, Direttore della Struttura Complessa Onco-Ematologia Pediatrica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria – Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania; la dottoressa Renata Rizzo, neuropsichiatra infantile; il dottor Luca Lo Nigro, dirigente medico di Oncoematologia Pediatrica; la dottoressa Angela Militello, psicologa e psicoterapeuta. La scrittrice e grecista Giuseppina Norcia ha narrato il mito di Chirone, simbolo del curatore ferito, restituendo il senso profondo del rispecchiamento tra chi cura e chi è curato.

Momento particolarmente intenso è stato l’omaggio a Franco Battiato, interpretato da Luca Madonia alla voce e chitarra, con Ambra Scamarda, musicista e bassista, al basso. Non un semplice intermezzo musicale, ma una dichiarazione di intenti: “Ti proteggerò dalle paure…”. La canzone “La Cura”  è diventata stamattina manifesto del Master, traduzione poetica di una visione in cui la cura è promessa, custodia e accompagnamento competente e umano.

Ad aprire ufficialmente il percorso formativo è stata infine la prima lezione della professoressa Mastronuzzi. Così la cura, da gesto quotidiano accanto ai bambini e alle famiglie, diventa sapere universitario strutturato. Catania si pone così all’avanguardia in un ambito in cui scienza e umanità non possono più essere separate.

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