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Dal Fisco all’impresa: come deve cambiare il ruolo del commercialista a Catania

Dal Fisco all’impresa: come deve cambiare il ruolo del commercialista a Catania
Dottore commerciali al lavoro (imagoeconomica)

La partecipazione dei professionisti può contribuire alla crescita del settore pubblico e privato

La professione del Dottore Commercialista è contestualizzata al territorio e all’epoca in cui viene esercitata. Il Dottore Commercialista che esercita a Milano ha caratteristiche diverse dal collega che esercita a Catania, come pure esiste differenza tra quelli del 1970 e del 2026. Caratteristiche diverse e non gerarchie fra i milanesi e catanesi, oppure fra quelli che hanno esercitato negli anni Settanta e gli attuali.

Senza alcuna autoreferenzialità ritengo di poter testimoniare sulle diverse caratteristiche per quanto appresso: sono figlio di un Dottore Commercialista che ha esercitato, con successo, l’attività professionale fino al 1962, anno in cui è deceduto. Ho iniziato negli anni Settanta, negli anni della riforma tributaria e continuo a esercitare, a tempo pieno, nell’attuale momento storico.

È ovvio che dagli anni Settanta a oggi sono passati poco meno di sessant’anni e quindi, per ovvi motivi, vi sono notevoli differenze sul piano socio-economico.

Anni Settanta

Ritengo di poter testimoniare che negli anni Settanta, in questa realtà locale, la categoria professionale in esame ha svolto, con successo, sul piano sociale, quanto segue: anzitutto l’aziendalizzazione delle imprese locali. All’epoca, escludendo le poche grandi imprese delle società di capitali, le altre, nei fatti erano del tutto carenti nei modelli organizzativi e, principalmente, nei modelli amministrativo-contabili. Vi è stato poi un significativo contributo culturale ai principi innovativi della riforma tributaria prevista nella legge delega n. 825 del 1971. La convegnistica sulla riforma tributaria degli anni Settanta è memorabile per la massificata partecipazione e per i contenuti culturali. Vi è stata poi la diffusione della cultura d’impresa, avviata gradatamente a partire dagli aspetti amministrativo-contabili, per passare per gli aspetti tributari, giuridici, finanziari. Su tale fronte ritengo che il processo di acculturamento debba essere completato, ed è necessario iniziare il processo di acculturamento nella cultura delle assicurazioni sia sul piano tecnico che giuridico. Il processo, quindi, di accrescimento culturale va completato sia per gli imprenditori che anche per i Dottori Commercialisti e i Professionisti Aziendalisti.

Cosa è avvenuto dopo la riforma tributaria del 1970

Sul punto è bene ricordare che uno dei principi a base della riforma tributaria era sottoporre a tassazione l’utile dell’attività d’impresa, nella concezione economica. In conseguenza, la riforma tributaria esaltava la contabilità beneficiando, principalmente, la categoria dei Dottori Commercialisti.

Dopo alcuni anni dall’attuazione della riforma, e cioè nel 1973, e precisamente con le due riforme “Visentini”, sono stati introdotti, per la determinazione dell’imponibile da tassare, principi diversi di tassazione di tipo “catastali” e forfettari. Poi, dopo alcuni anni, si è assistito – e continua anche adesso – al graduale e progressivo trasferimento delle varie funzioni dagli uffici fiscali al privato, e questi ai Dottori Commercialisti ed altri professionisti di area aziendalistica, per la complessa attività di liquidazione ed incasso dei tributi.

In base a tale disegno strategico, da anni, in tema di fiscalità, si verifica quanto segue: i Dottori Commercialisti sono diventati terminali dell’Agenzia delle Entrate a titolo gratuito, occupandosi delle varie tecniche tributarie finalizzate, in definitiva, a fare gettito; le agenzie fiscali hanno migliorato la loro efficienza, si sono affrancate dalle varie attività per fare gettito e si occupano del controllo e delle conseguenziale attività accertatoria; nell’interesse dello Stato l’accennato disegno nel campo fiscale ha funzionato, la conferma è il progressivo aumento del gettito fiscale e dell’analogo dato relativo al recupero per l’evasione.

Certamente non è facile sistematizzare in poche righe ciò che è avvenuto in sessant’anni di “Fisco”. Ho tentato di farlo per occuparmi di quanto segue: il ruolo attuale dei Dottori Commercialisti del sistema Catania; il ruolo da assumere da ora in avanti.

Il ruolo attuale dei Dottori Commercialisti del sistema Catania

La maggior parte dei Dottori Commercialisti del sistema Catania svolge il ruolo di terminale dell’Agenzia delle Entrate, occupandosi delle tecniche fiscali. Ciò è limitato all’aspetto tributario, oltre le altre attività tipiche. Gli aspetti di tecnica fiscale aumentano per le esigenze dell’Agenzia delle Entrate, costituendo la causa principale della visione limitata della fiscalità.

Oggi è possibile trarre la seguente conclusione sulle questioni: la tecnica fiscale; il ruolo della fiscalità nell’ordinamento vigente.

Il ruolo da assumere da ora in avanti

Il tentativo della ricostruzione dei primi sessant’anni di fiscalità, tenuto conto delle caratteristiche della contestualizzazione dell’attività di Dottore Commercialista ha un ruolo prodromico alla conclusione in epigrafe. In modo conciso e sinottico, espongo la mia “visione” sul ruolo che i Dottori Commercialisti devono assumere adesso nel sistema Catania.

Ė importante, comunque, distinguere il ruolo fra il settore pubblico e il settore privato. Nel settore pubblico occorre puntare sullo sviluppo della cultura della fiscalità alla luce della Costituzione e dei modelli sociali. Essere da stimolo nell’avviare il dibattito, con il conseguenziale coinvolgimento dell’Università e dell’Associazionismo datoriale e dei lavoratori. Sul ruolo della normativa fiscale alla luce della nostra Costituzione e dei modelli sociali attuali va ricordato che la normativa fiscale è la sola che può attuare in tempo reale i principi costituzionali. In questo disegno il nostro Presidente e il Consiglio dell’Ordine di Catania devono svolgere il ruolo di guida. Sempre nel pubblico occorre poi definire il modello economico del sistema Catania nel dibattito sul Pug, contribuendo a definire il modello economico del sistema città nel complesso processo di definizione del Pug. Occorre poi partecipare al dibattito sul e per il sistema Catania, svolgendo il ruolo di collante fra il sistema delle imprese e la città.

Per quanto riguarda il settore privato occorre anzitutto non valutare centrali dell’attività professionale i servizi di supporto all’Agenzia delle Entrate e di tecnica tributaria. Si potrebbe sostenere che sono “mali necessari”. Altro punto su cui puntare è la ristrutturazione del sistema delle imprese locali. Nel sistema Catania, in diverse realtà, è presente la seconda generazione e in pochi casi la terza generazione. In conseguenza, diventa necessario che il Dottore Commercialista analizzi la realtà aziendale dei propri clienti e, se necessario, presenti il progetto di ristrutturazione dell’Azienda, e/o del Gruppo, con particolare attenzione al cambio generazionale, al tema della sostenibilità che sta assumendo, sempre di più, una notevole rilevanza anche nei rapporti con gli Istituti di credito. Infine, il sistema holding. Come ho avuto modo di mettere in evidenza il tema del sistema holding è di attualità anche nell’ambito del sistema Catania, per la maggiore redditività delle società presenti. Inoltre, anche per l’evidenziata attualità, è importante che i Dottori Commercialisti del sistema Catania si occupino anche della pubblicità ingannevole delle organizzazioni del nord che tentano di entrare nel mercato del sud, con forme pubblicitarie, definibili, nella migliore delle ipotesi, farlocche.

Anche quanto sopra rientra nella necessità di contestualizzare l’attività professionale di Dottore Commercialista.

Antonio Pogliese
Dottore commerciali