Dai mercati

Vendite al dettaglio: effetto Black Friday e ancora segnali di sofferenza del settore alimentare

Vendite al dettaglio: effetto Black Friday e ancora segnali di sofferenza del settore alimentare
(Teleborsa) – Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite al dettaglio in valore sono salite dello 0,5% su base mensile e dell’1,3% su base annua.

“Il Black Friday spinge al rialzo i dati sul commercio, con le vendite al dettaglio che salgono sia su base mensile che su base annuale”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati Istat. “L’impulso del periodo di sconti e promozioni legato al Black Friday si fa sentire sulle vendite, con i beni non alimentari che salgono su anno del +1,1% in volume e il commercio elettronico che registra addirittura un +8,3% rispetto al 2024, a dimostrazione di come gli italiani approfittino sempre più delle offerte di fine novembre per fare acquisti ed anticipare i regali di Natale”, spiega il Codacons. “Nonostante l’exploit di novembre, tuttavia, i dati sulle vendite al dettaglio nell’intero 2025 continuano a rimanere negativi: nei primi 11 mesi dell’anno, infatti, il volume delle vendite diminuisce del -0,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, a dimostrazione dei tagli di spesa operati dalle famiglie”, conclude il Codacons.

“Dati positivi, anche se per i prodotti non alimentari ha certo influito l’effetto Black Friday. Considerato che in questa occasione per la gran parte si acquistano anticipatamente i regali di Natale, vedremo se al rialzo congiunturale di novembre ne seguirà anche uno a dicembre o se invece vi sarà un rimbalzo negativo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, per il momento, considerato che su base mensile tutti i dati sono positivi, sia in valore che in volume, non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione” conclude Dona.

“Per il comparto alimentare i dati sulle vendite al dettaglio continuano a rimanere fortemente negativi, scendendo del -0,8% nel corso dell’intero 2025″, afferma dal canto suo Assoutenti. “A novembre il valore delle vendite alimentari si impenna al +1,3% su anno, ma in volume si riduce del -0,5% – analizza Assoutenti – Andamento che peggiora se si guarda all’intero 2025, con le vendite alimentari che tra gennaio e novembre crollano del -0,8% in volume ma aumentano del +2,1% in valore”. “Numeri che dimostrano come le famiglie spendano sempre di più per acquistare sempre meno, a causa dei rincari che da mesi stanno interessando i prezzi di cibi e bevande, con alcuni prodotti che registrano aumenti a due cifre rispetto allo scorso anno. Rinnoviamo la nostra richiesta al governo di intervenire con urgenza per calmierare i prezzi al dettaglio e introdurre misure in grado di sostenere realmente la capacità di spesa dei cittadini e i consumi” – commenta il presidente Gabriele Melluso.

“I dati Istat sulle vendite al dettaglio non sono incoraggianti“, commenta Federconsumatori, che sottolinea anche che “visto il perdurare delle difficoltà delle famiglie, crescono ancora le vendite presso i discount di alimentari (+3,3% in valore sui primi 11 mesi del 2024)”. “Dati che confermano la situazione di disagio che molti cittadini stanno vivendo, e che vanno valutati nel complesso del quadro economico fornito dallo stesso Istituto di Statistica” che ha recentemente rilevato che “rispetto al 2019, i prodotti alimentari costano, oggi, in Italia, quasi un terzo in più, e che una famiglia su tre negli ultimi anni ha tagliato la propria spesa alimentare”. Questi aumenti “non faranno altro che accrescere i tagli, le rinunce e le modifiche delle abitudini di consumo da parte delle famiglie: per questo si fa sempre più urgente e improrogabile un intervento del Governo a sostegno del potere di acquisto dei cittadini, attraverso una rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo e azioni di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare. Misure che ci saremmo aspettati di vedere in manovra2, ha concluso Federconsumatori.

“I dati Istat di novembre segnalano un aumento congiunturale delle vendite al dettaglio sia in valore sia in volume (+0,5% e +0,6%): un rimbalzo che va letto con prudenza, perché non cambia la fotografia di fondo di un mercato ancora fragile e sempre più sbilanciato a favore dei grandi operatori”, commenta Confesercenti. “La crescita di novembre si concentra soprattutto sull’extralimentare e sull’online, anche grazie alla spinta del Black Friday, mentre il settore alimentare continua a mostrare segnali di sofferenza“. “Il problema – sottolinea Confesercenti – è che i consumi interni restano deboli e le famiglie continuano a mantenere un atteggiamento prudente: lo confermano anche i dati Istat sul reddito e risparmio, con la propensione al risparmio salita all’11,4% nel terzo trimestre 2025, mentre a fronte di un reddito disponibile in aumento del 2,0% i consumi crescono appena dello 0,3%. In questo contesto il Black Friday, promosso in Italia soprattutto dalle grandi piattaforme, continua a spostare quote di mercato verso l’online attraverso politiche promozionali aggressive, spesso in un quadro di regole che non garantisce condizioni davvero omogenee di concorrenza”.





(Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)