(Teleborsa) – Dal primo settembre 2025 entrerà in vigore il tetto massimo del 5% sulle commissioni applicabili ai buoni pasto, in attuazione del decreto legislativo 36/2023. La misura, che ridurrà costi finora arrivati fino al 20%, punta a semplificare il sistema e favorire l’accettazione da parte degli esercenti.
Il mercato dei buoni pasto in Italia vale circa 3,5 miliardi di euro e coinvolge oltre 3 milioni di lavoratori. FIPE e Confcommercio accolgono con favore la stretta, che dovrebbe alleggerire i conti di bar e ristoranti. Anche i buoni già emessi si adegueranno: resteranno validi con le vecchie condizioni fino a dicembre 2025, ma dal 2026 varrà il tetto del 5%.
Le reazioni restano contrastanti. Fiepet Confesercenti parla di “boccata d’ossigeno” per 170mila esercizi e 100mila imprese, mentre Anseb, che rappresenta gli operatori del settore, teme un aggravio di costi per le aziende che acquistano i buoni, con possibili tagli al welfare aziendale. Sul fronte dei consumatori, Altroconsumo aveva proposto di superare del tutto il sistema, chiedendo che l’importo equivalente venisse erogato direttamente in busta paga.
Buoni pasto: dal 2025 commissioni al massimo del 5%
