(Teleborsa) – “I dissesti bancari che si sono osservati nel marzo scorso nel comparto delle banche regionali statunitensi e in Svizzera hanno riportato l’attenzione delle autorità, degli osservatori e dell’industria stessa su alcuni temi di natura regolamentare; e inoltre sulle criticità esistenti nel quadro internazionale relativo alla gestione delle crisi”.
E’ quanto affermato da Luigi Federico Signorini, Direttore Generale della Banca d’Italia, nel suo intervento alla Giornata del Credito, ricordando che gli standard di Basilea III sono il risultato di £difficili compromessi” e che “certi miglioramenti sarebbero stati opportuni, specialmente in materia di liquidità“.
“Fare tesoro dell’esperienza è importante. Ciò che è avvenuto negli ultimi tempi conferma a mio avviso sia la bontà di molte scelte regolamentari del passato (se affiancate da una vigilanza forte e intrusiva) – ha sottolineato – sia la necessità di fare altri passi avanti, tanto in Europa quanto a livello globale”.
“Attuare nell’Unione europea quanto resta inattuato del completamento degli standard di Basilea III resta una priorità“, afferma Signorini, aggiungendo che i passare del tempo ha consentito di “realizzare, a livello europeo in particolare, la necessaria convergenza d’intenti” ed “applicare gli stessi standard a tutte le banche, seppur con alcune opportune semplificazioni per quelle più piccole e meno complesse”.
La crisi delle banche regionali statunitensi e della Credit Suisse in Svizzera – ha sottolineato il Dg di Bankitalia – hanno messo in luce che “pericoli per la stabilità finanziaria possono scaturire non solo da banche molto grandi e fortemente interconnesse, ma anche, a prescindere dalla dimensione, da intermediari che presentano un certo tipo di forte squilibrio, se nel mercato si diffonde il timore che altri intermediari, più o meno simili, possano avere simili problemi. È quello che chiamo il ‘contagio per analogia’: una forma di contagio che non ha nulla a che vedere con esposizioni di altre banche verso quella in difficoltà, o altri rapporti diretti o indiretti tra di loro, né con gli altri fattori fin qui presi in considerazione per giudicare della natura sistemica di un intermediario”.
Citando l’inversione di rotta della politica monetaria, Signorini ha spiegato che “il forte e generalizzato rialzo dei tassi di interesse ha messo sotto pressione quegli intermediari che erano connotati da un’elevata esposizione al relativo rischio, a causa di uno sbilanciamento eccessivo fra la durata finanziaria dell’attivo e del passivo” .
“L’innovazione tecnologica ha creato nuovi rischi – ha proseguito il responsabile di Bankitalia- tra cui quello legato al notevole aumento della potenziale velocità di un deflusso di depositi. L’effetto è stato amplificato dal ruolo dei social media nel diffondere le notizie e nell’influenzare le aspettative degli operatori”.
“La trasformazione delle scadenze in quanto tale non è oggetto degli standard di Basilea, se non nella forma assai semplificata del requisito di liquidità strutturale (NSFR)”, ha detto Signorini, che giudica questo requisito “inadatto a cogliere pienamente il rischio di una eccessiva esposizione al maturity mismatch”. Il banchiere giudica invece più ” utile introdurre limiti prudenziali alla trasformazione delle scadenze espliciti e sufficientemente articolati, del genere di quelli un tempo imposti” dalla Banca d’Italia.
Signorini ha parlato anche dell’utilità del requisito LCR nel segnalare un aumento del rischio e nell’allertare i supervisori ed ha spiegato che la sua revisione “non esclude che si debba ragionare anche su strumenti integrativi o alternativi per la gestione di
stress di liquidità di breve termine”.
Il direttore di Bankitalia ha parlato anche della gestione efficace delle crisi bancarie, notando che lo strumento cardine del bail-in “di fatto non è mai stato applicato” per il timore di “ripercussioni eccessive sulla stabilità finanziaria”. “Gli episodi recenti hanno inoltre messo in rilievo il tema della protezione dei depositi nell’era dell’innovazione digitale”, ha proseguito il banchiere, notando che “livelli elevati di protezione riducono i rischi di instabilità, ma è altrettanto chiaro che una protezione illimitata, o comunque molto elevata, non sarebbe gestibile, anche perché accrescerebbe eccessivamente il rischio di azzardo morale”. Signorini ha poi confermato che si sta valutando l’opportunità di incrementare la soglia europea fissata a 100.000 euro dal 2010.
Il banchier ha ricordato che in Europa, la Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e la creazione del Meccanismo unico di risoluzione (SRM) “hanno stabilito procedure per interventi tempestivi in caso di necessità”, ma occorre ” completare il quadro, specie per le banche piccole e medie, rafforzando la capacità di intervento dei fondi di garanzia dei depositanti (DGS)”. Quanto al requisito MREL, Signorini ha ammesso che “desta riserve la proposta di introdurre limiti ancor più stringenti alla ricapitalizzazione precauzionale” e si è rammaricato per la “totale assenza di progressi verso l’istituzione di un sistema di garanzia europeo (EDIS), necessario per completare l’Unione bancaria“.
Bankitalia, Signorini: dalle recenti crisi in USA e Svizzera un insegnamento
