“Guardando alla semestrale, che risente della stagionalità del business, i numeri non sono dei più brillanti. Post IPO, in un anno abbiamo fatto 4 acquisizioni, passando quindi da 8 a 12 strutture. Quindi l’impegno è stato importante. Lato ricavi è stato un anno importante: considerato che al 31 agosto abbiamo fatto tanto quanto tutto il 2024, pensiamo di potere chiudere l’anno con un sostanziale incremento del giro di affari. L’anno scorso abbiamo fatto ricavi per 16,7 milioni, quest’anno arriveremo intorno ai 27 milioni. Abbiamo perso un po’ di marginalità, ma rientra tutto nella strategia ed è giustificato da operazioni straordinarie che sono partite dall’anno scorso con dei piccoli ritardi”, ha spiegato il CEO, che ha sottolineato che “il vero anno della svolta del consolidamento sarà il 2026“.
Complessivamente “l’integrazione delle strutture acquisite sta procedendo bene, pur con qualche piccolo ritardo nel nostro primo White Label: l’Hotel Melia di Venezia Lido doveva partire intorno a fine aprile per la Pasqua, invece abbiamo aperto il 1° agosto, per ritardi nei lavori. Ha avuto un ottimo successo e il territorio ha apprezzato moltissimo questo nuovo modello”.
“Il mercato italiano per 2025 ha avuto una lieve flessione, dopo un 2024 straordinario, ma sta tornando in linea”, ha aggiunto Galardi.
Guardando al 2026, “ci siamo posti l’obiettivo di riuscire ad avere risultati che siano un po’ in più alti del 2025 e che si allineino più al 2024“, ha affermato il Ad, sottolineando al contempo la forte “competitività di grandi gruppi e fondi internazionali” nel comparto dell’hospitality.
