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Enhertu, prima terapia mirata HER2 ‘agnostica’ approvata in Europa

Enhertu, prima terapia mirata HER2 'agnostica' approvata in Europa
(Teleborsa) – La Commissione europea ha approvato Enhertu (trastuzumab deruxtecan) in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con tumori solidi HER2-positivi (IHC 3+) non resecabili o metastatici, già sottoposti a un precedente trattamento. Si tratta del primo anticorpo farmaco-coniugato (ADC) diretto contro HER2 a ottenere un’indicazione tumore-agnostica nell’Unione europea: l’autorizzazione, cioè, non è vincolata all’organo di origine della neoplasia ma allo status molecolare del tumore. La decisione fa scattare una milestone da 25 milioni di dollari da AstraZeneca (ISIN GB0009895292) a Daiichi Sankyo (ISIN JP3475350009).

L’approvazione rappresenta un passaggio regolatorio di rilievo per l’oncologia di precisione europea. Secondo Precision Medicine Online, l’ok della Commissione segna la prima terapia tissue-agnostica a raggiungere il mercato in Europa. Il via libera della Commissione europea segue il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Il CHMP aveva raccomandato l’approvazione a maggio 2026, configurando il primo parere favorevole a un ADC con indicazione tumore-agnostica nell’UE.

Sul piano farmacologico, Enhertu è un ADC diretto contro HER2 scoperto da Daiichi Sankyo e sviluppato e commercializzato congiuntamente con AstraZeneca; è costituito da un anticorpo monoclonale anti-HER2 legato, tramite linker peptidici scindibili, a più molecole di un inibitore della topoisomerasi I (un derivato dell’exatecan, DXd). Il razionale clinico poggia sulla diffusione della sovraespressione di HER2 in numerosi tumori solidi, associata a malattia aggressiva e prognosi sfavorevole.

L’autorizzazione si basa sui risultati ottenuti in un sottogruppo di pazienti con tumori HER2-positivi (IHC 3+) nell’ambito di tre studi di Fase II: DESTINY-PanTumor02, DESTINY-Lung01 e DESTINY-CRC02. Di seguito i principali dati di efficacia riportati per i pazienti IHC 3+ già trattati.

Studio (Fase II)Popolazione IHC 3+Tasso di risposta obiettiva (ORR)Durata mediana della risposta (DOR)
DESTINY-PanTumor02n=111 (vie biliari, vescica, cervice, endometrio, ovaio, pancreas e altri)52,3%21,1 mesi
DESTINY-Lung01n=17 (NSCLC)52,9%6,9 mesi
DESTINY-CRC02n=64 (colon-retto)46,9%5,5 mesi


Nello studio DESTINY-PanTumor02, Enhertu ha mostrato un tasso di risposta obiettiva confermato del 52,3% (IC 95% 42,6-61,8) e una durata mediana della risposta di 21,1 mesi in 111 pazienti con tumori solidi IHC 3+ già trattati, tra cui vie biliari, vescica, cervice, endometrio, ovaio e pancreas. Nel DESTINY-Lung01 l’ORR confermato è stato del 52,9% con DOR mediana di 6,9 mesi in 17 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, mentre nel DESTINY-CRC02 l’ORR è stato del 46,9% con DOR mediana di 5,5 mesi nel carcinoma del colon-retto. La raccomandazione riguarda Enhertu somministrato in monoterapia al dosaggio di 5,4 mg/kg.

L’indicazione europea è riservata ai pazienti che hanno ricevuto un precedente trattamento e non dispongono di opzioni terapeutiche soddisfacenti. Il farmaco era già disponibile con indicazione tumore-agnostica in altri mercati: l’ok della Commissione ricalca approvazioni analoghe ottenute negli Stati Uniti e in oltre quindici Paesi e regioni a livello mondiale.

Sul fronte industriale, l’approvazione consolida la partnership tra il gruppo anglo-svedese e la casa farmaceutica giapponese sulla piattaforma ADC, di cui Enhertu costituisce il programma più avanzato. La milestone da 25 milioni di dollari, prevista dal contratto di collaborazione, viene corrisposta da AstraZeneca a Daiichi Sankyo al raggiungimento di questo traguardo regolatorio. Per il Servizio sanitario, l’estensione dell’immunoterapia e delle terapie mirate a bersaglio molecolare si inserisce in un quadro di crescente attenzione all’oncologia di precisione, dopo che anche in Italia AIFA ha recentemente ampliato l’impiego di molecole come durvalumab a nuove indicazioni.

Come sottolineato da Benedikt Westphalen, del Comprehensive Cancer Center dell’Università di Monaco di Baviera, la sovraespressione di HER2 ricorre in molteplici tipi di tumore ed è associata a malattia aggressiva e prognosi sfavorevole. L’approvazione apre così una possibilità terapeutica trasversale per pazienti finora privi di alternative efficaci.

(ISIN citati nell’articolo: GB0009895292, JP3475350009)