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Terna, Beccali: piano capex completamente sostenibile, cessione quota rete non è sul tavolo

Terna, Beccali: piano capex completamente sostenibile, cessione quota rete non è sul tavolo
(Teleborsa) – “L’88% del piano Capex 2024-2028 è già coperto da contratti, in aumento rispetto all’80% di marzo 2025. I maggiori progetti sono stati contrattualizzati e i contratti residui sono quelli che riguardano progetti nella parte finale del periodo, con il procurement per questi progetti che verrà fatto a tempo debito”. Lo ha affermato Francesco Beccali, Chief Financial Officer del Gruppo Terna, nella conference call di presentazione dei risultati dei primi 9 mesi 2025.

“Il board ha oggi approvato l’acconto sul dividendo per il 2025 di 11,92 centesimi di euro per azione, che è piatto rispetto all’anno scorso e in linea con la nuova politica sui dividendi, che infatti fissa un valore minimo pari a quello del 2024″, ha spiegato.

“La crescita dei ricavi, del 9%, è stata trainata sia dalle attività regolate che da quelle non regolate. C’è stata una forte accelerazione dei ricavi non regolati, del 23% – ha detto Beccali – L’evoluzione degli opex è stata guidata da un volume maggiore di attività non regolate, che si sono riflesse anche nella crescita dei ricavi. Grazie alla crescita dei ricavi, l’EBITDA è cresciuto del 7%, trainato dalle attività regolate. Infine, c’è stato un aumento del 5% dell’utile netto di gruppo, che è stato toccato da un aumento degli oneri finanziari netti”.

Nei primi 9 mesi c’è stata “una costante accelerazione” degli investimenti (+23% su base annua), con 1.972 milioni di euro in attività regolate (13% per difesa, 57% per sviluppo, 30% per rinnovo ed efficienza delle risorse). Guardando all’evoluzione dell’indebitamento, il CFO ha sottolineato che Terna ha ora un rapporto fisso/variabile di circa l’83% (calcolato sul debito lordo), con una scadenza di circa 6 anni. In merito alla composizione dei 15 miliardi di euro di debito lordo, emerge che il 56% sono obbligazioni Terna, il 27% riguarda la BEI, il 17% proviene dalle banche.

“Rimaniamo fortemente concentrati sull’esecuzione del piano, dove facciamo progressi tangibili su tutti i progetti pur mantenendo una disciplina nel procurement – ha sottolineato Beccali – Questo dimostra, ancora una volta, la nostra capacità di rispettare gli obiettivi”.

A una domanda sulla potenziale vendita di una quota della rete ad alta tensione, di cui aveva scritto Bloomberg a fine ottobre, il CFO ha detto che “di solito non commettiamo indiscrezione di stampa, ma voglio dire che allo stato attuale non è un’opzione sul tavolo. Monitoriamo costantemente tutte le opzioni, ma confermo quanto detto dall’aggiornamento del piano a marzo, ovvero che il nostro piano di capex al 2028 è completamente sostenibile, e i giudizi dei rating arrivati negli scorsi mesi sono una ulteriore conferma della nostra solidità finanziaria”.

In merito al mancato aggiornamento della guidance, nonostante i risultati positivi, ha detto che “ci serve la visibilità piena su alcuni elementi per determinare la performance complessiva dell’anno”.

“Le richieste di connessione per data center ammontano, al 31 ottobre, a circa 64 GW, con 378 richieste; l’87% di queste sono al Nord Italia, specialmente intorno a Milano, che si conferma come principale hub italiano per i data center. La loro crescita sarà uno dei driver per l’aumento della domanda di energia elettrica nei prossimi anni”, ha spiegato il CFO.