(Teleborsa) – Enel chiude il primo trimestre 2025 con un risultato netto ordinario a 2 miliardi di euro (+9,7% sullo stesso periodo del 2024), un ebitda ordinario a 5,97 miliardi (+1,7%) e ricavi in crescita del 13,6% a 22,07 miliardi. “La variazione è prevalentemente riconducibile alle maggiori quantità di energia elettrica prodotta e distribuita, al netto degli effetti delle variazioni di perimetro nei due periodi a
confronto, nonché alla vendita di commodity sul mercato wholesale”.
L’indebitamento finanziario netto è stato pari a 56.011 milioni di euro (55.767 milioni di euro a fine 2024, +0,4%). “I positivi flussi di cassa generati dalla gestione operativa, gli effetti netti positivi derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui e il positivo andamento dei tassi di cambio sul debito, hanno sostanzialmente compensato il fabbisogno finanziario connesso agli investimenti, al pagamento dei dividendi e alle operazioni straordinarie perfezionate nel periodo”, spiega Enel.
“Nonostante la riduzione dei prezzi ai clienti finali in Italia, abbiamo confermato per il settimo trimestre consecutivo il percorso di crescita organica e sostenibile comunicato ai mercati, grazie all’ottimizzazione di processi, attività e prodotti e al contributo di Iberia e delle Americhe. L’EBITDA ordinario e l’Utile netto ordinario sono in aumento del 2% a parità di perimetro”, ha dichiarato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato del Gruppo Enel. “Questi risultati dimostrano l’efficacia delle azioni manageriali: in questi due anni abbiamo reso l’azienda più solida dal punto di vista finanziario ed industriale e offerto agli azionisti una remunerazione complessiva superiore al 50%, decisamente migliore della media del settore in Europa, con il valore del titolo cresciuto di oltre il 30% e più di 9 miliardi di euro di dividendi distribuiti. L’ampia visibilità che abbiamo oggi sulla performance del Gruppo ci consente di confermare fin da ora la guidance per il 2025.”
Enel, utile primo trimestre sale a 2 miliardi. Confermata guidance 2025
