L’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria è stata promossa attraverso Respighi BidCo S.p.A., veicolo di nuova costituzione controllato in parti uguali dal fondo CVC Fund IX e da Groupe Bruxelles Lambert (GBL), che opereranno in regime di co-controllo. Il corrispettivo di 51,29 euro è da intendersi ex dividendo; su base cum dividendo, considerando il saldo di 0,71 euro staccato il 20 maggio 2026, equivale a 52,00 euro per azione e incorpora un premio del 12,89% sul prezzo ufficiale del 25 marzo 2026, ultima seduta prima della manifestazione d’interesse. Quel prezzo “indisturbato” era pari a 46,06 euro. Assumendo l’adesione di tutte le 209.125.156 azioni, l’esborso massimo a carico di BidCo è di circa 10,73 miliardi di euro.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Offerente | Respighi BidCo S.p.A. (CVC Fund IX + GBL) |
| Corrispettivo per azione | 51,29 € ex dividendo (52,00 € cum dividendo) |
| Premio sul prezzo “indisturbato” (25 mar 2026) | +12,89% |
| Azioni oggetto dell’offerta | 209.125.156 |
| Esborso massimo | ˜ 10,73 mld € (oltre 12 mld $) |
| Quota Rossini (CVC) conferita | 46,82% (97.912.463 azioni) |
| Soglia minima di adesione | 66,67% del capitale |
Alla base del successo dell’operazione c’era l’impegno del socio di controllo: Rossini S.à r.l., società riconducibile a fondi CVC, ha conferito l’intera partecipazione di 97.912.463 azioni, pari al 46,82% del capitale. Accanto a CVC e GBL hanno investito anche Luxinva (controllata di Abu Dhabi Investment Authority), CPP Investments, PSP Europe, fondi assistiti da StepStone, AlpInvest e CapSol, oltre al presidente Andrea Recordati. CVC non è un attore esterno: il fondo aveva investito per la prima volta nella società nel 2018, rilevando la quota della famiglia fondatrice.
[INFOGRAFICA: cronologia dell’operazione — manifestazione d’interesse 25 marzo 2026, accordi vincolanti 22 maggio, deposito del documento in Consob 11 giugno, termini istruttori sospesi al 19 giugno, perfezionamento del delisting atteso nel Q4 2026]
Sul piano procedurale, il documento di offerta era stato depositato presso la Consob l’11 giugno 2026, dopo gli accordi vincolanti del 22 maggio e la prima manifestazione d’interesse non vincolante del 25 marzo. I termini istruttori risultano sospesi al 19 giugno 2026 e il perfezionamento del delisting è previsto per il quarto trimestre del 2026. La soglia minima di adesione è fissata al 66,67% del capitale e, superato il 90%, l’offerente eserciterà lo squeeze-out allo stesso prezzo; in assenza delle condizioni per il delisting diretto è prevista una fusione per incorporazione di Recordati in BidCo.
Quotata dal 1984, Recordati ha messo a segno in Borsa una performance di circa il 10.240%, arrivando a una capitalizzazione di 10,8 miliardi di euro. Sul fronte industriale, gli investitori puntano ora su una gestione svincolata dai mercati regolamentati: il gruppo di controllo ha delineato un piano per sostenere una nuova fase di ricerca e sviluppo accelerata, con focus sulle franchigie nella specialty care e nelle malattie rare. Secondo gli analisti, il delisting consentirà ai fondi di perseguire i portafogli ad alta redditività nelle malattie rare e le operazioni straordinarie lontano dalla volatilità e dalla pressione dei risultati trimestrali dei mercati pubblici.
L’uscita di Recordati, una volta perfezionata, assumerà un rilievo particolare nel panorama nazionale. Le maggiori aziende farmaceutiche italiane — Menarini, Chiesi Farmaceutici e Angelini Pharma — sono tutte a proprietà privata, circostanza che rende ancora più significativo il delisting. Il consolidamento resta intenso: nel 2026 Chiesi ha concordato il 29 aprile l’acquisto di uno sviluppatore statunitense delle malattie rare per 2 miliardi di dollari, mentre circa una settimana dopo, il 7 maggio, Angelini ha speso 4,1 miliardi di dollari per acquisire un’altra specialista attiva nello stesso ambito. Sul versante dei conti, lo stesso gruppo Angelini Industries ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,7 miliardi di euro (+4,6%), di cui 1,26 miliardi generati dalla farmaceutica orientata alla brain health, a conferma della vitalità del comparto in un anno segnato dalle grandi operazioni di finanza straordinaria.
(ISIN citati nell’articolo: IT0003828271)
