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Caldo, l’Italia esce dal picco dei bollini rossi. Braccio di ferro OMS-Roma sui decessi

Caldo, l'Italia esce dal picco dei bollini rossi. Braccio di ferro OMS-Roma sui decessi
(Teleborsa) – L’Italia ha attraversato nei giorni scorsi il picco di una delle ondate di calore più severe della stagione. Il bollettino del Ministero della Salute è arrivato a contare 25 città con bollino rosso, il livello massimo di allerta, contro le 18 del fine settimana precedente. Il codice rosso non riguarda soltanto le categorie fragili: indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi anche su persone sane e attive, oltre che su anziani, bambini e malati cronici.

Da oggi la morsa comincia ad allentarsi. Le città in bollino rosso scendono a 21 e da domani saranno soltanto due, mentre arrivano i temporali con allerta arancione in Lombardia e gialla in tredici regioni. Il transito di aria più fresca dal Nord Europa dovrebbe riportare progressivamente le temperature verso le medie del periodo, pur con il rischio di fenomeni intensi come grandinate e nubifragi.

Pronto soccorso sotto pressione. Secondo la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), nei pronto soccorso delle grandi città si è registrato un aumento degli accessi tra il 10 e il 15%, con una situazione al momento definita sotto controllo. Negli ospedali sono stati attivati i cosiddetti “codici calore”, ma sulla tenuta del sistema pesa la cronica carenza di personale medico e infermieristico. La pressione più critica si è vista in Lombardia, dove nel solo fine settimana sono arrivate oltre 9.000 chiamate al numero unico 116117 e, in una singola giornata, più di 11.000 accessi ai pronto soccorso, un volume che l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha paragonato ai livelli di fine luglio 2022.

Le prime vittime hanno segnato il bilancio di questa fase acuta. A Genova due anziani sono morti al Policlinico San Martino per gli effetti delle ondate di calore; si tratta di un uomo di 86 anni giunto in forte stato di disidratazione e di una donna di 74 anni arrivata in arresto cardiaco, con 43° di febbre e in grave ipertermia. Nel Padovano un imbianchino di 64 anni è morto per un probabile colpo di calore mentre lavorava in un hotel di Abano Terme, nonostante il tentativo di rianimazione del Suem 118.

[INFOGRAFICA: mappa dell’Italia con l’evoluzione dei bollini rossi del Ministero della Salute — 18 nel weekend, picco a 25, poi 21 e infine 2 — tra fine giugno e i primi di luglio 2026]

Lo scontro OMS-Ministero. Sul numero dei decessi si è aperto un caso. Il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha indicato che in tutta Europa i pronto soccorso si stanno riempiendo e che l’Italia ha registrato cinque decessi in 24 ore. Il Ministero della Salute ha replicato che questi decessi “a noi attualmente non risultano”, spiegando che i dati partono da quelli reali comunicati dai Comuni e che ad oggi non si registra alcun picco. La stessa posizione è stata ribadita dal capo del dipartimento Prevenzione, Maria Rosaria Campitiello: ad oggi in Italia non si rileva un aumento della mortalità legata al caldo oltre i 65 anni. Il Ministero contesta i dati OMS e ha annunciato una “rivalutazione” della situazione.

Il quadro europeo tracciato dall’OMS è comunque severo. Secondo Kluge, in Spagna il sistema di monitoraggio della mortalità ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso associati al caldo in pochi giorni, in Francia le chiamate ai servizi di emergenza medica sono aumentate fino al 50% in alcune città e a Londra il servizio di ambulanza ha registrato in un solo giorno il numero più alto di sempre di chiamate per emergenze potenzialmente letali.

IndicatoreDatoFonte
Italia – decessi in 24h attribuiti al caldo (stima)5OMS Europa
Italia – accessi PS grandi città+10-15%Simeu
Lombardia – accessi PS (in una giornata)>11.000Regione/Areu
Lombardia – chiamate al 116117 (weekend)>9.000Regione/Areu
Spagna – decessi in eccesso stimati>300OMS Europa
Francia – chiamate emergenza (alcune città)fino a +50%OMS Europa


Il vertice del 6 luglio. Di fronte a questo scenario, Kluge ha annunciato che lunedì 6 luglio convocherà i responsabili nazionali per le emergenze, l’ambiente e il cambiamento climatico di tutti gli Stati membri della Regione europea dell’OMS per una riunione di verifica d’emergenza sull’ondata di calore. L’ordine del giorno prevede un unico quesito — cosa si è imparato da questa ondata, se si è pronti per la prossima e come l’OMS/Europa possa offrire un maggiore sostegno — e il direttore ha definito l’attuale ondata “una prova generale”, avvertendo che “le estati future saranno più difficili”.

L’OMS insiste sul valore della prevenzione. Secondo le stime citate da Kluge, senza le misure di adattamento già in atto i decessi legati al caldo in Europa nel 2023 sarebbero stati circa l’80% più alti, e per le persone dagli 80 anni in su avrebbero potuto essere il doppio. Il direttore ha inoltre sottolineato che circa il 60% dei ricoveri ospedalieri durante l’ondata ha riguardato persone dai 75 anni in su, molti dei quali evitabili, e che più della metà dei Paesi europei non dispone ancora di un piano d’azione completo per la salute in relazione al caldo. L’Europa, ha ricordato, si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale.

Attenzione ai più piccoli. Sul fronte italiano, oltre al numero verde 1500 attivato dal Ministero per informazioni sulle ondate di calore, il dipartimento Prevenzione ha annunciato che si sta valutando con il Ministero dell’Istruzione l’emanazione di una circolare più specifica per richiamare l’attenzione sui bambini, in particolare quelli nei campi estivi e negli ambienti privi di aria condizionata.

L’emergenza si intreccia infine con i nodi strutturali del Servizio sanitario nazionale. Il tema del personale resta centrale: la Corte dei conti, nella Relazione sul rendiconto 2025, ha avvertito che senza investimenti su medici e infermieri le liste d’attesa resteranno intasate, ricordando che la spesa sanitaria ha raggiunto i 141,54 miliardi di euro con un rapporto spesa/Pil fermo al 6,3%. Un contesto che rende ancora più delicata la gestione dei picchi di domanda come quelli innescati dal caldo estremo. Sul piano energetico, la pressione sui condizionatori ha spinto i consumi elettrici a livelli eccezionali: nel pomeriggio più caldo la rete elettrica italiana ha toccato un picco di 58,21 gigawatt, il valore più alto del 2026.