(Teleborsa) – Un’estensione di 10 giorni della sospensione degli attacchi sulle centrali energetiche dell’Iran. È quanto ha annunciato ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una tregua che “ufficialmente” serve a prendere tempo mentre proseguono i colloqui. “Su richiesta del governo iraniano, la presente dichiarazione serve a comunicare che sospendo il periodo di distruzione degli impianti energetici per 10 giorni, fino a lunedì 6 aprile 2026, alle ore 20 (ora della Costa Orientale). I colloqui sono in corso e, nonostante le erronee dichiarazioni contrarie diffuse dai media delle ‘Fake News’ e da altri soggetti, stanno procedendo molto bene”, ha scritto il tycoon in un post su Truth.
Ma nella giornata di ieri, fino all’ultimo i messaggi sono stati contrastanti. “Gli iraniani sono pessimi combattenti ma ottimi negoziatori. Hanno l’occasione di abbandonare in modo permanente le loro ambizioni nucleari e aprire una nuova strada. Se non lo faranno saremo il loro peggior incubo. Nel frattempo continueremo a colpirli”, aveva detto nel pomeriggio Trump lasciando aperto lo scenario dell’invasione di Kharg, l’isola petrolifera iraniana strategica nel Golfo. Parole che vedono sullo sfondo il lavoro del Pentagono e del Comando Centrale dell’esercito Usa in Medio Oriente, impegnati a mettere a punto i piani militari per un “colpo finale” con migliaia tra marines, forze anfibie e parà, pronti a sferrare un attacco massiccio. Secondo la Cnn l’Iran si sta preparando, temendo che in cima agli obiettivi del nemico ci sia Kharg, e sta piazzando trappole e mine in tutta la zona. Teheran intanto ribadisce le condizioni poste nel respingere il piano Usa in 15 punti: una su tutte, il controllo dello stretto di Hormuz che “è stato e sarà un diritto naturale e legale dell’Iran”.
Per il momento, tuttavia, sembra tutto congelato. E, per gli analisti, alcuni segnali segnano un clima di distensione: Teheran ha autorizzato il passaggio di dieci petroliere a Hormuz mentre Usa e Israele hanno deciso di rimuovere i due potenziali capo-negoziatori – il presidente del parlamento iraniano Mohammed-Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi – dalla lista dei vertici iraniani da eliminare.
Anche per l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff ci sono “forti segnali” che l’Iran voglia trovare un accordo. “Abbiamo presentato un piano d’azione, che costituisce il quadro di riferimento per un accordo di pace. Vedremo come evolveranno gli eventi e se riusciremo a convincere l’Iran che questo rappresenta un punto di svolta, per il quale non esistono alternative valide se non ulteriori morte e distruzione», ha detto Witkoff.
Iran, Trump: “Colloqui vanno bene. Attacchi all’energia sospesi fino al 6 aprile”
