Dai mercati

Banche e cedito: intermediari cruciali per le sfide della transizione

Banche e cedito: intermediari cruciali per le sfide della transizione
(Teleborsa) – Dopo i picchi raggiunti nl 2020, durante la pandemia di Covid-19, cala il rapporto fra il credito erogato da banche e altri intermediari finanziari ed il PIL nazionale, che rappresenta un indicatore fondamentale per la misurazione del grado di intermediazione finanziaria e di quanto il credito sostiene l’attività economica di un paese.

Il monitor “Banche e mercati sul rapporto credito/PIL” a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo segnala che l’indice è in leggera flessione dai picchi di fine 2020, specie nei paesi avanzati e nell’Europa emergente, ma negli ultimi anni ha mostrato una sostanziale stabilizzazione.

In base ai dati della Banca per i Regolamenti Internazionali (BRI), fra i paesi avanzati, gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Giappone si collocano in una fascia ristretta con dati attorno al 160% e costanti nell’ultimo decennio, Italia e Germania si posizionano in basso con valori attorno al 130% (123% e 131%) mentre il Canada svetta con il 246%.

Nei paesi emergenti dell’America Latina e dell’Europa emergente si attesta su valori modesti (75% e 98% rispettivamente al giugno 2023) e sostanzialmente stabili nell’ultimo decennio, i dati riferiti all’Asia-Pacifico sono molto elevati (199% al giugno 2023) e ancora in crescita.

Più in dettaglio, nell’America Latina, l’Argentina evidenzia i valori più bassi (23% al giugno 2023), il Cile evidenzia livelli più elevati (138% alla stessa data) ed il Brasile valori modesti e in graduale crescita dal 1996, stabili negli ultimi anni (all’85% a giugno 2023) ma sempre superiori alla media d’area, che era pari al 75% a giugno. Nell’area Asia Pacifico – con una media a giugno 2023 prossima al 200% – i dati sono fra i più elevati di tutto il campione BRI ad Hong Kong (HK) (374% al giugno 2023). L’India si colloca
stabilmente ad un livello più basso (99,6%). In Cina il rapporto credito/PIL è passato dal 64% ad inizio 1986 al valore massimo 228% nel giugno scorso, un livello molto più elevato di quello riscontrato nei paesi avanzati e che potrebbe evidenziare una situazione di “excess credit”.

Dopo le crisi finanziarie degli ultimi decenni, a partire da quella internazionale del 2008 con il fallimento di numerose banche, è tornata a porsi con forza la riflessione sul ruolo della finanza, ed in particolare delle banche, nel sostegno dell’economia. Il sostegno degli intermediari finanziari, bancari e non bancari, sarà indispensabile per gli ingenti finanziamenti richiesti dalla transizione ecologica, che potrà comportare un aumento del rapporto credito/PIL nei prossimi decenni.

Anche il più ampio utilizzo della tecnologia potrebbe ridimensionare l’intervento degli intermediari, favorendo il rapporto diretto fra settori in surplus e settori in deficit finanziario. Tuttavia, la capacità di valutazione dei rischi propria degli intermediari garantisce loro il mantenimento di un ruolo fondamentale nel processo di intermediazione.