(Teleborsa) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aprendo la conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha dichiarato che “come è stato schiacciato l’Isis, così sarà schiacciato anche Hamas“. Questa – ha aggiunto Blinken – è una “litania del terrore e disumanità che ricorda il peggio dell’Isis, come possiamo capire tutto questo e reagire?”, ha detto poi l’emissario di Biden seguendo la linea del discorso dell’alleato israeliano.
“Siamo ispirati dal coraggio di Israele e esprimiamo solidarietà ai volontari del kibbuz che sono intervenuti per difendere i propri vicini”, ha proseguito Blinken, noi sappiamo che “siete già abbastanza forti da poter difendervi da soli ma noi, e questo è un messagio che vi porto dal presidente Joe Biden: se serve saremo al vostro fianco, abbiamo inviato già aiuti avallati con la maggioranza del Congresso americano, Israele ha il diritto di difendersi”. Tuttavia “qualsiasi perdita civile è da condannare”, ha aggiunto, “è un momento difficile, non solo per Israele ma per il mondo”.
Il segretario di Stato americano ha sottolineato anche l’aspetto personale della sua visita. “Sono venuto qui non solo come segretario di Stato ma come ebreo” e ha ricordato di avere in famiglia un nonno sfuggito ai pogrom e un altro sopravvissuto ai campi di concentramento.
Blinken è arrivato questa mattina all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ed è stato accolto da numerosi funzionari, tra cui il ministro degli Esteri, Eli Cohen, quello della difesa Yoav Gallant e i due nuovi ministri senza portafoglio del nuovo governo ”di emergenza”: Benny Gantz e Gadi Eisenkot, entrambi membri del partito centrista di “unità nazionale” nato dopo l’attacco di Hamas ed entrambi ex capi di Stato Maggiore. Il rappresentante Usa ha quindi visitato la sede del ministero della difesa a Tel Aviv.
Il ministro dell’Energia, Israel Katz, ha intanto fatto sapere che la Striscia di Gaza non avrà acqua, carburante ed elettricità finché gli ostaggi israeliani non saranno rilasciati. Nella regione palestinese, una delle più densamente popolate al mondo, vivono oltre due milioni di persone. Già più di 340mila, secondo le Nazioni Unite, quelle costrette a lasciare le proprie case in seguito ai bombardamenti dell’aviazione di Tel Aviv. I valichi che collegano Gaza con Israele e con l’Egitto sono tutti chiusi e per questo i civili non possono lasciare la zona in cerca di riparo e sicurezza. Bloccata anche la consegna di beni essenziali, di carburante e di elettricità, con un rischio anche per gli ospedali, che potrebbero trovarsi presto nelle condizione di non poter operare e salvare persone ferite.
Proseguono anche i lanci di razzi da Gaza su Israele, con le sirene che risuonano nel centro del Paese. “Le Brigate al-Qassam hanno lanciato razzi contro Tel Aviv in risposta agli attacchi israeliani contro i civili nei campi di Al-Shati e Jabalyia”, ha dichiarato Hamas in un messaggio ripreso dai media
Blinken a Tel Aviv, Netanyahu: Hamas va schiacciato come Isis
