(Teleborsa) – Protagonista assoluto della metà seduta milanese è il settore automotive, con i giganti Ferrari e Stellantis che svettano a Piazza Affari.
La società guidata da Benedetto Vigna ha alzato il velo sui risultati 2025 con ricavi netti pari a 7.146 milioni di euro, in crescita del 7% e l’utile operativo (EBIT) è stato pari a 2.110 milioni di euro, in aumento del 12%. La generazione di free cash flow industriale ha superato i 1,5 milioni di euro, e l’indebitamento industriale netto a fine 2025 si è ulteriormente ridotto includendo anche una remunerazione complessiva agli azionisti tramite riacquisti di azioni proprie e dividendi, pari a oltre 1,3 miliardi.
“Nel 2025 Ferrari ha confermato la forza della propria strategia, attenta alla gestione dei volumi e focalizzata sul valore”, ha sottolineato Vigna, evidenziando anche che “la domanda di Ferrari continua a essere molto solida“. Guardando al 2026 ha l’obiettivo di raggiungere circa 7,50 miliardi di euro di ricavi e 39,0% margine dell’EBITDA, supportata da un robusto mix di prodotto. L’utile per azione adjusted è visto ad almeno 9,45 euro, con un FCF industriale di almeno 1,5 miliardi di euro.
Dal canto suo, Stellantis cerca di riprendersi dalle pesanti perdite di venerdì scorso, dopo la pubblicazione anticipata dei risultati preliminari 2025 e una serie di annunci che hanno deluso il mercato, e nonostante il downgrade di più analisti, con Equita che ha tagliato il target price del 17% a 7,9 euro e confermato il giudizio hold, UBS ha portato il prezzo obiettivo a 9,7 euro da 12 euro con una sforbiciata del 19%, Deutsche Bank che ha ridotto il TP a 7 da 8 euro (-12,5%). Moody’s ha ridotto il rating di Stellantis a Baa3 con Outlook stabile.
Ferrari scatta dopo i conti e Stellantis cerca la ripresa nonostante i downgrade
