Assaeroporti ha espresso una posizione fortemente contraria all’aumento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco. Qual è, ad oggi, la funzione di questa tassa?
“Dobbiamo prendere atto che questa tassa, che dovrebbe essere destinata ai Comuni sui cui territori c’è uno scalo aeroportuale, non ha nulla di ‘comunale’. Istituita nel 2003 a favore dei Comuni aeroportuali, ad oggi, assicura alle casse di questi ultimi solo pochi centesimi di euro. Ad eccezione dell’euro e mezzo che alimenta il Fondo per il trasporto aereo, rivelatosi fondamentale durante la pandemia per preservare i livelli occupazionali, oggi la parte più consistente è destinata a finalità che nulla hanno a che vedere con il comparto aereo. Questa è la ragione per cui da tempo la nostra Associazione sta proponendo una riduzione progressiva dell’addizionale su tuti gli scali nazionali, preservando in ogni caso la quota riservata al Fondo per il trasporto aereo e quella per i comuni aeroportuali. Se l’intenzione del Governo è quella di sostenere i Comuni, a nostro avviso la risposta più efficace non è certo un innalzamento della tassa, ma una riduzione della quota spetante genericamente all’INPS, che oggi raggiunge i 3,5 euro, a favore dei Comuni. Lo studio presentato oggi da Nomisma evidenzia come la crescita del traffico e della connetività aerea generino ricchezza per il Paese e nuovi posti di lavoro. La disposizione inserita nella bozza di legge di Bilancio che consente di aumentare l’addizionale comunale sui diriti d’imbarco, una tassa che grava su tuti i passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani, rischia di comprometere il conseguimento di questi importanti benefici. Si tratta di un incremento che, se confermato, penalizzerebbe in primo luogo i viaggiatori, andando ad incidere diretamente sul costo del biglieto, e rappresenterebbe un danno per la competitività del sistema aeroportuale nazionale”.
In un mondo che va sempre di più verso la sostenibilità qual è il futuro del trasporto aereo?
“Il futuro del trasporto aereo è quello di combattere e limitare le emissioni di Co2. Abbiamo dei programmi definiti a livello europeo che stiamo rispettando, anzi anticipando, ci dispiace solo di un dato che appare paradossale: non si vuole assolutamente sostenere gli investimenti green degli aeroporti con i fondi del Pnrr. È un atteggiamento per noi inspiegabile, su questo punto abbiamo insistito molte volte ma non si riesce a modificare questa linea. La sostenibilità è un obiettivo di tutti e noi stiamo facendo molti sforzi e molti investimenti. Ci sembrerebbe ovvio che questo processo di azzeramento delle emissioni di Co2 fosse accelerato con incentivi pubblici perché la finanza dei gestori degli aeroporti non può far fronte rapidamente a questi investimenti molto consistenti”.
