(Teleborsa) – Barclays ha incrementato a 30,5 euro per azione (+3% da 29,5 euro) il target price su Eni, colosso energetico italiano, perché considera il nuovo contratto per lo sviluppo del giacimento Junín 5 in Venezuela come un fattore positivo sia per la crescita che per la creazione di valore. La raccomandazione “Overweight” è confermata.
Mercoledì 2 settembre Eni ha siglato un nuovo production-sharing contract (CPPH) con PDVSA relativo all’enorme giacimento petrolifero Junín 5 in Venezuela. Eni assume il ruolo di operatore esclusivo, con piena responsabilità tecnica, finanziaria e commerciale dell’asset, che vanta riserve certificate in loco pari a 35 miliardi di barili. La produzione potrebbe raggiungere i 200.000 barili al giorno (dagli attuali 12.000), secondo le stime del management fornite in occasione dei risultati del secondo trimestre; una seconda fase potrebbe portare la produzione a 400.000 barili al giorno, mentre una terza fase punterebbe a un livello di regime (plateau) di 1 milione di barili al giorno all’inizio degli anni 2030. Gli investimenti ammonteranno probabilmente a 1,5 miliardi di dollari l’anno, ma aspetto fondamentale è che Eni non dovrà investire in infrastrutture.
Considerando un prezzo del Brent a lungo termine di 70 dollari al barile (90 dollari nel 2027 e 80 dollari nel 2028) e un discount rate del 12,5%, Barclays stima che il valore della prima fase sia pari a 3,9 miliardi di dollari (1,1 euro per azione) e quello della seconda fase a 4,5 miliardi di dollari (ulteriori 1,3 euro per azione circa), con un NPV dell’intero giacimento che potrebbe avvicinarsi ai 16 miliardi di dollari.
Eni, Barclays incrementa target price con benefici da nuovo contratto in Venezuela
