(Teleborsa) – Crollano le vendite di Tesla in Europa a causa delle ingerenze del suo fondatore Elon Musk nella politica europea, in particolar modo nella campagna elettorale tedesca.
La big americana dell’auto elettrica ha registrato un vero e proprio tracollo delle vendite in Europa ad inizio anno: le vendite in Europa hanno riportato in media un calo del 47,7% rispetto a gennaio 2024. In Germania le vendite sono colate a picco del 59%. Anche peggio l’andamento degli affari in Francia, dove le vendite sono cadute del 63%. Non va meglio in Regno Unito, dove si registra una flessione a doppia cifra del 12%.
La performance pesantemente negativa registrata nel Vecchio Continente, secondo gli esperti, sarebbe da attribuire, oltre che alla ben nota crisi del settore auto, anche alle posizioni politiche di Elon Musk, che ha recentemente lanciato il movimento “Make Europe Great Again”, volendo chiaramente alludere alla campagna di Donald Trump “Make America Great Again”, sposata in pieno dal giovane imprenditore statunitense. A ciò si aggiunge l’ingresso a gamba tesa nelle vicende politiche di vari Stati europei, come la Germania, dove Musk ha espresso più volte il suo pieno supporto al partito di estrema destra Afd, con posizioni talvolta oltranziste, mentre in Regno Unito non ha dissimulato la sua opposizione nei confronti del l Primo Ministro Keir Stamer. Di qui, il boicottaggio scattato in vari stati europei contro Musk e le sue aziende (da Tesla a Space X).
Certamente, il deterioramento degli affari, conseguente alle ingerenze politiche di Musk, non piacerà ad azionisti ed investitori, che per ora non protestano. Ma un ulteriore peggioramento delle performance, conseguente anche all’assenza di Musk dalle vicende delle sue aziende, affidate ai suoi fedelissimi, potrebbe essere pagato a duro prezzo, innescando una fuga di investitori, in un momento in cui la competizione delle auto cinesi non perdona.
Tesla paga le velleità politiche di Musk: a picco vendite auto in UE
