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Cinema e audiovisivo, le associazioni del settore: “No ai tagli al Fondo, a rischio migliaia di posti di lavoro”

Cinema e audiovisivo, le associazioni del settore:
(Teleborsa) – Le principali associazioni del settore audiovisivoAGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti), APA (Associazione Produttori Audiovisivi) e CNA Cinema e Audiovisivo – lanciano un appello al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento affinché il Fondo Cinema e Audiovisivo non subisca ulteriori riduzioni.

“Rivolgiamo un accorato appello – si legge nella nota congiunta – affinché il Fondo resti invariato nei suoi stanziamenti complessivi, evitando tagli che metterebbero a rischio migliaia di posti di lavoro e un comparto strategico per l’economia e l’immagine del Paese”.

Le associazioni avvertono che l’ipotesi di riduzione delle risorse avrebbe conseguenze gravissime: “Farebbe perdere il lavoro a scenografi, costumisti, sarti, attrezzisti, elettricisti, autisti, sceneggiatori, autori, attori e a tutte le professionalità del settore. Il provvedimento comporterebbe il collasso del comparto e dei livelli occupazionali”.

Il settore audiovisivo italiano, ricordano le sigle, sostiene oltre 124mila posti di lavoro tra produzione, distribuzione, tecnici e servizi alle imprese. “Ridurre le risorse – sottolineano – significherebbe compromettere l’intera filiera, favorendo la delocalizzazione delle produzioni e la perdita di competenze qualificate”.

Le associazioni avvertono inoltre che altri Paesi stanno potenziando gli incentivi al cinema, mentre un ridimensionamento del sistema italiano farebbe perdere competitività internazionale. “Già in queste ore – aggiungono – si registrano segnali di disimpegno da parte dei partner esteri e preoccupazioni nel sistema bancario, che potrebbe rivedere il proprio sostegno al comparto”.

La nota si chiude con un appello diretto al Governo: “Il nostro è un settore d’eccellenza che genera occupazione e reputazione per l’Italia. Chiediamo che venga eliminata la proposta di taglio nella bozza della legge di bilancio”.

(Foto: Krists Luhaers on Unsplash)